Lo strano comportamento del deputato
Emanuele Pozzolo è l’unico indagato per lesioni colpose, porto illegale di arma da fuoco, omessa custodia di armi e accensioni o esplosioni pericolose. Sospeso dal gruppo di Fratelli d’Italia, ha sempre respinto tutte le accuse, ma oramai risulta sempre più arduo credergli, non dopo aver letto il resto del contenuto delle deposizioni dei testimoni. Ad esempio, si tenta di capire se Pozzolo fosse alterato dagli alcolici. Se Delmastro ha riferito di non averlo notato, il caposcorta Morello ha riferito: “Mi seguiva anche Pozzolo seppur poco presente a se stesso. Inciampava perché brillo”. Inoltre, secondo lo stesso Morello, si stava allontanando dalla sala della Pro-loco, ove si svolgeva la festa, “disinteressandosi alla vittima”, ma è stato “fermato”. A fermarlo è stato il figlio di Morello, mentre i carabinieri si trovavano già dentro la sala: “L’ho fatto rientrare, una volta dentro è stato l’unico a non collaborare nel fornire qualsiasi tipo di spiegazione”. Anche i carabinieri hanno confermato questa circostanza, parlando di “atteggiamento indisponente”, come si può leggere nei verbali pubblicati da Domani e La Stampa: “Disse che non poteva stare lì a perdere tempo per colpa del magistrato che non conosceva i suoi diritti di deputato“. (Continua a leggere dopo la foto)

La tesi di Pozzolo
Pozzolo, il quale è indagato anche per altri reati – aveva portato con sé una pistola registrata come arma da collezione, caricata con un proiettile a espansione – era stato interrogato la mattina dopo il fatto, sostenendo che la pistola gli fosse scivolata dalla tasca del giaccone, e qualcuno l’avesse raccolta lasciando partire un colpo. Ipotesi confutata dai rilievi balistici.
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