
Cosa dovrebbe fare il governo per le vittime di effetti avversi? Risponde Frajese: “Due cose: intanto prendersene carico, e secondo sdoganare la possibilità di fare ricerca scientifica seria sugli effetti collaterali, il che significa capire il meccanismo di eziopatogenesi, cioè che cosa sta causando il danno. Queste persone vivono in una condizione di grossa sofferenza giornaliera oramai da più di due anni, alcune arrivano a togliersi addirittura la vita perché non hanno la prospettiva di poter guarire o di essere presi sul serio. Abbiamo assistito anche qui a un comportamento vergognoso da parte della classe medica che trattava la maggior parte di queste persone come pazienti psichiatrici. È necessario che invece i sanitari prendano atto che l’esperimento farmacologico, perché di questo si è trattato, doveva essere eseguito con una farmacovigilanza attiva, proprio per poter registrare tutto quello che eventualmente sarebbe derivato e che non potevamo conoscere, visti i pochi tempi di sperimentazione”. E poi, il tasto più dolente: “Abbiamo assistito a una cosa che non era mai accaduta nella storia dell’umanità, cioè abbiamo fatto entrare in una sperimentazione di massa i piccoli dai 5 anni in su, dicendo che era importante proteggere i nonni dall’eventuale contagio della patologia. Abbiamo sperimentato sui bambini, sulla base di una menzogna. Queste menzogne venivano direttamente dall’Oms”.
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