In questi contesti, sostiene, la politica si sposta rapidamente dalla dimensione economica a quella simbolica. Le persone cercano spiegazioni e responsabilità per il proprio declino, individuando spesso nemici esterni: altri Paesi, istituzioni sovranazionali o trasformazioni globali percepite come minacce.
Economia e identità nella nuova fase politica
Per Prodi, il problema non è l’irrilevanza dell’economia, ma la sua insufficienza nel costruire consenso senza una narrazione capace di rispondere alle paure collettive. La destra, secondo la sua analisi, ha intercettato questo bisogno di sicurezza e appartenenza, mentre la sinistra continua a muoversi soprattutto sul terreno dei principi generali e delle rivendicazioni astratte.
Il risultato è un cambiamento profondo negli equilibri politici, in cui il voto diventa sempre più legato alla percezione di identità e protezione piuttosto che alle promesse economiche tradizionali.