Cuore sano ma rischio improvviso: gli scienziati scoprono le anomalie invisibili

Giovanni Poloni

24/05/2026

Arresto cardiaco senza sintomi: le anomalie invisibili che fanno paura

Un cuore che sembra perfettamente sano può nascondere anomalie invisibili capaci di provocare un arresto cardiaco improvviso anche in giovani sportivi e persone senza alcun sintomo apparente. È il quadro emerso da una serie di nuovi studi internazionali coordinati da ricercatori della Società Italiana di Cardiologia, che stanno cambiando il modo in cui la medicina interpreta il rischio di morte cardiaca improvvisa.

Secondo gli specialisti, gli esami tradizionali da soli non bastano più. Un ecocardiogramma normale o una buona capacità del cuore di pompare sangue non escludono infatti la presenza di pericoli nascosti. Dietro alcuni casi di arresto cardiaco improvviso potrebbero esserci mutazioni genetiche difficili da individuare oppure piccole cicatrici nel tessuto cardiaco rilevabili soltanto attraverso esami avanzati come la risonanza magnetica.

Le ricerche, pubblicate su riviste scientifiche internazionali come JAMA Cardiology, European Heart Journal e JACC Heart Failure, aprono ora nuove prospettive nella prevenzione cardiovascolare.

La morte improvvisa che colpisce anche i giovani sani

La morte cardiaca improvvisa rappresenta ancora oggi uno degli eventi più difficili da prevedere in medicina, soprattutto nei soggetti giovani.

In molti casi il cuore entra improvvisamente in una condizione chiamata fibrillazione ventricolare, una grave aritmia che rende inefficaci le contrazioni cardiache impedendo al sangue di circolare correttamente nel corpo. Quando questo accade, ogni secondo diventa decisivo. Senza un intervento immediato con massaggio cardiaco e defibrillatore, il rischio di morte è altissimo.

Il dato che più preoccupa gli esperti è che molte persone colpite non mostrano segnali evidenti prima dell’evento. Alcuni pazienti hanno esami apparentemente normali e conducono una vita del tutto regolare fino al momento del collasso improvviso.

Le mutazioni genetiche che possono aumentare il rischio

Uno dei filoni più importanti della ricerca riguarda il ruolo del Dna e delle mutazioni genetiche associate alle aritmie fatali.

Lo studio pubblicato su JAMA Cardiology ha preso in esame oltre 300 pazienti portatori di mutazioni del gene Filamin C, una proteina fondamentale per mantenere stabile il muscolo cardiaco durante le contrazioni. Vediamo cosa significa nel dettaglio nella prossima pagina.