“Donne sterilizzate.” Coca-Cola e Pepsi nei guai. Cosa hanno combinato (questa volta) i due giganti USA (VIDEO)

Antonio Oliverio

27/03/2024

“Coca-Cola sapeva tutto”

Nel 2019, consulenti della Coca-Cola avevano riferito che il taglio della canna era affidato ai bambini e che le persone lavoravano per ripagare i datori di lavoro. Il report interno conteneva persino un’intervista a una bambina di 10 anni. Tuttavia l’azienda, come peraltro ha fatto anche Pepsi, ha negato di avere responsabilità nello sfruttamento minorile e negli abusi sanitari, in seguito alla pubblicazione dell’inchiesta, sostenendo di delegare la supervisione ai loro fornitori, i proprietari delle raffinerie, mentre questi ultimi hanno riversato ogni colpa sugli “appaltatori”. Appaltatori i quali anziché lo stipendio un anticipo, spesso attorno ai 1.800 dollari a coppia, pari a circa 5 dollari al giorno a persona per una stagione di sei mesi. Entrambe le società dicono di aver pubblicato codici di condotta che vietano a fornitori e partner commerciali di utilizzare lavoro minorile e forzato e che si impegneranno con i loro partner in franchising di condurre una valutazione per comprendere le condizioni di lavoro dei tagliatori di canna da zucchero. (Continua a leggere dopo la foto)

I danni ambientali

Nel 2010 la compagnia di Atlanta fu condannata al pagamento di 352 milioni di euro per aver sfruttato le risorse idriche di alcuni villaggi del sud-ovest dell’India ed aver causato in quei paesi una grave crisi idrica. L’ingrediente principale della bevanda è, infatti, proprio l’acqua. Non è un caso che la compagnia si rechi in quei luoghi dove l’accesso all’acqua abbia costi bassissimi, finendo per prosciugarne le risorse idriche.

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