I nuovi interrogatori e il ruolo della famiglia
Nei prossimi giorni potrebbero essere disposti nuovi interrogatori. Tra le persone ascoltate dagli investigatori c’è già Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, convocato dalla Squadra Mobile per fornire ulteriori chiarimenti sulla vicenda.
Il suo legale ha precisato che l’uomo ha sempre collaborato con gli investigatori e respinge qualsiasi ipotesi di coinvolgimento. Lo stesso avvocato ha spiegato che il telefono di Gianni Di Vita era stato messo a disposizione delle forze dell’ordine fin dall’inizio delle indagini.
L’analisi dei dispositivi elettronici richiederà circa novanta giorni e potrebbe rappresentare il passaggio chiave dell’intera inchiesta. I dati estratti potrebbero infatti portare alla scoperta di nuovi elementi utili per chiarire chi abbia avuto accesso alla ricina e come la sostanza sia stata introdotta nel cibo.
L’ipotesi della “mente diabolica”
Secondo una delle ipotesi investigative emerse nelle ultime settimane, dietro il duplice omicidio potrebbe esserci una persona definita dagli investigatori una “mente diabolica”, qualcuno che avrebbe sfruttato i momenti conviviali delle festività per contaminare gli alimenti senza destare sospetti.
I sospetti non riguarderebbero soltanto persone vicine alla famiglia, ma anche una donna esterna al nucleo familiare, la cui identità non è stata resa nota. Al momento nessuna pista viene esclusa e gli investigatori mantengono il massimo riserbo sugli sviluppi dell’inchiesta.
La tragedia di Pietracatella continua intanto a scuotere l’opinione pubblica molisana. L’intera comunità attende risposte su una vicenda ancora piena di interrogativi, mentre gli inquirenti cercano di ricostruire con precisione ogni dettaglio di uno dei casi più inquietanti degli ultimi anni.




