Adinolfi, ecco dove sarebbero finiti i soldi dei clienti

Francesco Meletti

09/07/2026

Emergono nuovi dettagli sull’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari Mario Adinolfi. Nelle carte dell’indagine, gli investigatori ricostruiscono come sarebbero stati impiegati parte dei fondi raccolti attraverso il presunto sistema di “scommesse collettive”, al centro dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Roma.

Secondo l’ipotesi accusatoria, una parte del denaro versato dagli aderenti non sarebbe stata destinata alle attività prospettate agli investitori, ma utilizzata per sostenere numerose spese personali e acquistare beni di lusso. Si tratta di contestazioni che dovranno essere accertate nel corso del procedimento giudiziario, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

Viaggi, orologi e lingotti d’oro

Dall’analisi dei movimenti bancari effettuata dagli investigatori emergerebbero spese considerate incompatibili con le finalità dichiarate del progetto. Tra gli acquisti indicati negli atti figurano orologi di lusso, lingotti e monete d’oro, quadri, imbarcazioni e numerosi viaggi all’estero, tra cui soggiorni alle Maldive e in Egitto.

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Secondo la ricostruzione dell’accusa, solo una parte delle somme raccolte sarebbe stata effettivamente impiegata nelle scommesse sportive, mentre una quota consistente avrebbe seguito percorsi differenti, tra trasferimenti a terzi e spese personali.

Le accuse della Procura

L’inchiesta ipotizza un presunto sistema di raccolta di denaro attraverso il quale sarebbero stati promessi rendimenti elevati grazie a strategie di scommessa ritenute particolarmente redditizie. Gli investigatori contestano che numerosi partecipanti non avrebbero recuperato il capitale investito né i guadagni promessi.

Per questo motivo ad Adinolfi vengono contestati, a vario titolo, reati tra cui truffa ed evasione fiscale. Le accuse rappresentano la ricostruzione della Procura e saranno valutate nel corso del procedimento giudiziario.

Le motivazioni del giudice

Nell’ordinanza che ha disposto gli arresti domiciliari, il giudice richiama anche il presunto utilizzo del denaro per l’acquisto di beni considerati voluttuari, oltre a evidenziare il rischio di reiterazione delle condotte contestate.

Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio i flussi finanziari e verificare la destinazione delle somme raccolte. Nei prossimi mesi il procedimento entrerà nelle successive fasi processuali, durante le quali saranno esaminate le prove raccolte dagli investigatori e le eventuali difese dell’indagato.