“Chi vince il referendum”. Sondaggi, i numeri adesso sono chiari

Giovanni Poloni

18/02/2026

Calcolando le percentuali solo tra coloro che dichiarano un orientamento di voto, il si attesta al 52,3%, mentre il no raggiunge il 47,7%. Un margine che, se confermato alle urne, sancirebbe la conferma della riforma.

Entrando nel merito dei singoli quesiti, alla domanda sull’introduzione di due distinti Consigli superiori della magistratura – uno per i pubblici ministeri e uno per i magistrati giudicanti, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica – il 42,2% si dichiara favorevole, mentre il 34,2% è contrario. Gli indecisi rappresentano il 23,6%.

Sulla composizione dei due Csm, che prevede per due terzi magistrati sorteggiati e per un terzo professori universitari o avvocati con almeno 15 anni di attività, il 38,7% degli intervistati si dice favorevole. I contrari sono il 37,9%, mentre il 23,4% non esprime un’opinione o si dichiara indeciso.

Infine, rispetto alla previsione di un’Alta corte disciplinare composta da 15 membri – tre nominati dal Capo dello Stato, tre professori o avvocati con almeno 20 anni di anzianità e nove magistrati estratti a sorte – il 40,4% degli italiani si dichiara favorevole. Il 36,2% è contrario e il 23,4% non sa o non risponde.

Il quadro complessivo restituisce un elettorato ancora in parte indeciso ma con una leggera prevalenza del fronte favorevole alla riforma. Con oltre il 40% degli intervistati che non ha ancora espresso una scelta definitiva, la campagna referendaria delle prossime settimane potrebbe risultare decisiva per orientare l’esito del voto.