Mascherine Covid, doppia denuncia in Commissione: “Sistema opaco”. FdI attacca Conte

Giovanni Poloni

08/04/2026

Mascherine Covid, bufera su presunte mediazioni

Tornano al centro del dibattito politico le forniture di mascherine durante la prima fase della pandemia Covid. In Commissione d’inchiesta emergono nuove testimonianze che parlano di presunte mediazioni opache e richieste di percentuali su contratti milionari.

Le testimonianze in Commissione

Mascherine Covid, bufera su presunte mediazioni

A riaccendere i riflettori è stata la deposizione dell’ingegnere Dario Bianchi, rappresentante della società Jc Electronics. Secondo quanto riferito, l’avvocato Luca Di Donna si sarebbe proposto come intermediario con la struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri, chiedendo una percentuale del 10% sul fatturato in cambio del proprio intervento.

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Bianchi ha raccontato di tre incontri, durante i quali gli sarebbero state prospettate anche nuove opportunità contrattuali. La proposta, però, sarebbe stata respinta dall’azienda.

“Dopo il rifiuto, controlli più severi”

Dopo il rifiuto dell’accordo, secondo la testimonianza, sarebbero aumentati i controlli sulle forniture importate dalla società. Dalle verifiche documentali si sarebbe passati a controlli più stringenti su ogni lotto di merce proveniente dalla Cina.

Un cambio di atteggiamento che, nella ricostruzione dell’imprenditore, avrebbe penalizzato l’azienda rispetto ad altri operatori.

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