Le dichiarazioni di Bianchi si affiancano a quelle già rese in passato dall’imprenditore Giovanni Buini, che aveva parlato di una presunta richiesta di commissione milionaria per facilitare un contratto da decine di milioni di euro legato alla fornitura di mascherine allo Stato.



Le analogie tra i due racconti alimentano il sospetto dell’esistenza di un possibile sistema di intermediazione basato su consulenze ritenute anomale.
Il ruolo di Di Donna e i collegamenti politici
Nel corso delle testimonianze è stato sottolineato il legame professionale tra Luca Di Donna e l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con riferimenti a precedenti collaborazioni.
Un elemento che ha acceso il confronto politico, pur in assenza di accertamenti definitivi su eventuali responsabilità dirette dell’ex premier.
Le indagini e le ipotesi di reato
Sulla vicenda è stata avviata un’inchiesta da parte della Procura di Roma. Tra gli elementi raccolti figurano intercettazioni, perquisizioni e attività investigative che ipotizzano il reato di traffico di influenze.
Si tratta di un quadro ancora in fase di accertamento, su cui gli inquirenti stanno cercando di fare piena luce.
L’attacco di Fratelli d’Italia
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Esponenti di Fratelli d’Italia parlano di fatti “gravi e inquietanti” e chiedono che Giuseppe Conte riferisca in Commissione.
Secondo alcuni parlamentari, le testimonianze evidenzierebbero un sistema consolidato di rapporti e mediazioni che meriterebbe approfondimenti, anche sul piano politico.
La richiesta di chiarimenti
Dal partito di maggioranza arriva anche la richiesta di dimissioni dell’ex premier dalla Commissione d’inchiesta, ritenuta necessaria per consentire una sua audizione diretta sui fatti.
Il caso, dunque, resta aperto e continua ad alimentare il confronto tra maggioranza e opposizione, in attesa degli sviluppi giudiziari e istituzionali.
