“Sono quattro stracciac**i. Come hanno fatto a scappare per 400 km?” Mosca, l’incredibile ricostruzione delle autorità. Nuovi dubbi sull’attentato

Paolo Cagnoni

28/03/2024

I dubbi non si fermano a questo. Perché l’autostrada è coperta da un particolare sistema di rilevamento “efficacissimo per la lotta al crimine”, come aveva spiegato il capo della Polizia Stradale. Nel frattempo, il Presidente Bielorusso Lukashenko aveva messo in allarme le forze presenti sui confini. Così i terroristi hanno deciso di deviare e di puntare verso l’Ucraina. E a quel punto il racconto si fa ancora più incredibile. Nonostante lo spiegamento di forze pronto ad “accoglierli”, i quattro attentatori riescono a sfuggire a un posto di blocco dove gli agenti sparano, colpendo però solo una gomma della Renault. I tagiki scappano in autostrada e poi escono verso il villaggio di Teploe. (continua dopo la foto)

Pur essendo inseguiti dagli agenti, “hanno il tempo di abbandonare il loro mezzo e rifugiarsi nella foresta. Fino a che un cecchino non intravede l’immagine di una persona su un albero con il cannocchiale termico”. Nonostante sia braccato e minacciato, l’uomo non scende. Le forze speciali decidono di tagliare l’albero e di catturarlo. Un altro killer viene arestato in una diversa zona del bosco, mentre gli ultimi due vengono trovati nascosti in una buca “dove si erano accovacciati stretti uno all’altro per il freddo”. Non sembra esattamente la descrizione di quattro geni del male. Non avevano portato abiti per coprirsi. E anche fisicamente sono apparsi gracili. Dunque, troppe cose non tornano. La durata dell’azione, la fuga sgangherata eppure durata ore, l’apparente inefficenza di tutte le forze di sicurezza legate a Mosca. Una ricostruzione che lascia, a essere generosi, parecchio perplessi.

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