Le difficoltà del centrosinistra
Sul fronte opposto, il campo progressista mostra una situazione più complessa. Il Partito Democratico scende al 21,5%, perdendo mezzo punto percentuale. Flessione anche per il Movimento 5 Stelle, che cala al 13%, e per Alleanza Verdi e Sinistra, che si attesta al 5,5%, anch’essa in diminuzione dello 0,5%.
Nonostante il calo dei principali partiti progressisti, la coalizione nel suo complesso riesce comunque a crescere grazie al contributo delle liste civiche e delle formazioni minori raccolte sotto la voce “Altri del campo largo”, che compensano la perdita di consensi dei partiti principali.
Tra le forze centriste, Italia Viva resta stabile al 2,5%, mentre Azione si ferma al 2%, rimanendo sotto la soglia di sbarramento del 3%. Fa il suo ingresso anche il Partito Liberaldemocratico, accreditato dell’1%.
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Il dato sull’affluenza
Uno degli aspetti più significativi emersi dal sondaggio riguarda l’affluenza elettorale. La stima si mantiene ferma al 60%, senza variazioni rispetto alla precedente rilevazione. Significa che circa quattro elettori su dieci continuerebbero a scegliere l’astensione.
Si tratta di un dato particolarmente rilevante, perché l’area degli indecisi e degli astenuti potrebbe risultare decisiva in vista delle prossime elezioni politiche. In uno scenario così equilibrato, anche piccoli spostamenti di consenso potrebbero infatti cambiare radicalmente i rapporti di forza tra le coalizioni.
Il sondaggio conferma quindi un quadro politico estremamente aperto, con Fratelli d’Italia ancora saldamente primo partito ma con il centrosinistra che, pur tra molte difficoltà, resta a distanza ravvicinata nella corsa tra le coalizioni.





