Patrimoniale, Capezzone contro Schlein: “Fatele sapere questo”

Giovanni Poloni

01/06/2026

C’è un doppio filo che attraversa l’ultima settimana della sinistra italiana, e Daniele Capezzone lo tira con precisione chirurgica sulle pagine de Il Tempo. Da un lato il silenzio totale sul caso Ravenna, lo scandalo che coinvolge decine di medici accusati di aver certificato il falso per consentire a stranieri irregolari di evitare le strutture di detenzione e tornare in libertà — dove, secondo le accuse, alcuni hanno ripreso a delinquere.

Dall’altro la proposta della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein di introdurre una nuova patrimoniale per rilanciare l’economia italiana. Due storie che, messe insieme, rivelano secondo Capezzone un meccanismo preciso: la sinistra sceglie su cosa parlare e su cosa tacere. E lo fa in modo tutt’altro che casuale.

Lo scandalo Ravenna: più di cento casi, decine di medici

L’inchiesta sollevata da Il Tempo è di quelle che non si possono ignorare. Più di cento casi in tutta Italia, decine di medici coinvolti, accusati di aver rilasciato certificazioni false per consentire ad alcuni stranieri irregolari di non essere trattenuti nelle strutture previste dalla legge. E tra chi ha beneficiato di queste certificazioni, secondo l’accusa, c’è chi ha poi commesso furti, spaccio e minacce. Un sistema che, se confermato dai tribunali, avrebbe aggirato deliberatamente le politiche di contrasto all’immigrazione irregolare.

Di fronte a uno scandalo di questa portata, la reazione della “comitiva Schlein-Conte-Bonelli-Fratoianni” — come la definisce Capezzone, aggiungendo con ironia che “Magi è incluso in omaggio, come il tostapane nelle televendite” — è stata il silenzio. Non una dichiarazione, non un comunicato, non un’ospitata nei talk show serali per commentare. Un weekend intero trascorso come se la notizia non esistesse.

Il paragone con la situazione speculare è immediato e implacabile. Se una rete di presunti “medici di destra” fosse accusata di aver negato cure o sottovalutato patologie per costringere un immigrato alla detenzione, la reazione della sinistra sarebbe stata ben diversa. “Da sinistra avrebbero giustamente urlato come ossessi”, scrive Capezzone. Il doppio standard, denuncia il commentatore, non è un’eccezione: è la regola.

La patrimoniale di Schlein: tre paragoni e un errore storico

Mentre lo scandalo Ravenna veniva ignorato, Elly Schlein trovava il tempo e la voce per lanciare la sua ultima proposta: una patrimoniale per rilanciare l’economia italiana. Capezzone la liquida con tre paragoni fulminanti: è come proporre “più vampiri per la donazione di sangue”, oppure “più dolci e più zucchero per i diabetici”, o ancora “quaranta sigarette al giorno contro il cancro ai polmoni”. La cura, in tutti e tre i casi, aggrava la malattia.

Per capire perché, Capezzone ricorre alla storia recente. Nel 2011, il governo di Mario Monti si trovò a dover reperire risorse urgenti. La soluzione fu una delle stangate fiscali più pesanti della storia repubblicana: la tassazione sul patrimonio immobiliare passò da 9 a 25 miliardi di euro in un colpo solo. Da allora, di quell’aggravio massiccio, ne è stato rimosso soltanto una parte, ovvero l’IMU sulla prima casa — e nemmeno su tutte. Il resto è rimasto intatto.

Il risultato? Ogni anno i proprietari di case, negozi, uffici e capannoni subiscono un prelievo complessivo di oltre 21 miliardi di euro. In quindici anni, questo meccanismo ha sottratto agli italiani più di 300 miliardi di liquidità, riducendo di un quarto il valore del patrimonio immobiliare nazionale. Una devastazione silenziosa, che continua anno dopo anno senza che nessuno la nomini nel dibattito pubblico. Il vero paradosso, sottolinea Capezzone, è che si discuta di patrimoniali eventuali e future per nascondere la patrimoniale devastante che già esiste.

Le 12 patrimoniali che paghi già: la lista completa

Ma il colpo più duro all’impianto della proposta Schlein arriva da un elenco. Perché in Italia, come calcola Capezzone, le patrimoniali non sono zero, non sono una, non sono due. Sono già dodici. Ed eccole elencate una per una, nella loro fredda concretezza. Vediamole tutte nella prossima pagina.