“Non so chi è il mandante ma so le motivazioni”: attentato Ranucci, Lavitola sgancia la bomba

Francesco Meletti

21/07/2026

Nuovi sviluppi sul caso dell’attentato ai danni del giornalista Sigfrido Ranucci. A intervenire pubblicamente è stato Valter Lavitola, indagato dalla Procura di Roma come presunto mandante dell’attacco, che ha rilasciato dichiarazioni destinate a far discutere.

Le parole di Lavitola

Intervistato dopo gli ultimi sviluppi dell’inchiesta, Lavitola ha respinto ogni coinvolgimento nell’attentato, sostenendo di essere estraneo ai fatti. Allo stesso tempo ha pronunciato una frase che ha attirato l’attenzione: «Non so chi è il mandante, ma so le motivazioni».

Secondo quanto riferito, l’imprenditore ha lasciato intendere di avere una propria interpretazione sulle ragioni che avrebbero portato all’attentato contro il conduttore di Report, senza però indicare nomi o fornire elementi utili a individuare eventuali responsabili.

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L’inchiesta sull’attentato

L’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Roma prosegue per chiarire chi abbia organizzato e commissionato l’ordigno esploso davanti all’abitazione del giornalista. Nei giorni scorsi gli investigatori hanno concentrato l’attenzione su diversi elementi raccolti nel corso delle indagini, mentre la posizione di Lavitola resta al vaglio della magistratura.

L’imprenditore continua a dichiararsi completamente estraneo ai fatti e ribadisce di non avere avuto alcun ruolo nella pianificazione o nell’esecuzione dell’attentato.

Un caso ancora aperto

L’inchiesta è tuttora in corso e gli investigatori stanno proseguendo gli accertamenti per ricostruire l’intera vicenda. Le dichiarazioni di Lavitola rappresentano un nuovo elemento nel dibattito pubblico, ma saranno gli approfondimenti investigativi a stabilire eventuali responsabilità e a chiarire il movente dell’attentato.

Fonte: Dagospia.
Articolo originale: https://www.dagospia.com/cronache/non-so-e-vero-mandante-dell-attentato-so-motivazioni-valter-lavitola-481182