Con una prestazione pazzesca, condita dal record olimpico, Francesca Lollobrigida vince il primo oro della spedizione azzurra a Milano-Cortina 2026 💙 FENOMENALEEEEEE 🤩#MilanoCortina2026 #Olimpiadi #Olympics #Lollobrigida pic.twitter.com/jsHn45iRXb
— Eurosport IT (@Eurosport_IT) February 7, 2026
Il cronometro ha iniziato a segnalare intertempi da record già a metà gara. Nella seconda parte, quella in cui spesso si paga lo sforzo accumulato, l’azzurra non ha ceduto di un millesimo, anzi ha aumentato leggermente la frequenza. Le avversarie più attese – la norvegese Ragne Wiklund e la canadese Valerie Maltais – hanno chiuso rispettivamente al secondo e terzo posto, ma con un distacco netto.
Dalle rotelle al ghiaccio: una carriera unica
La vittoria si inserisce in una carriera particolare, iniziata nel pattinaggio a rotelle, dove Lollobrigida ha conquistato 15 titoli mondiali, prima di scegliere la strada più complessa: passare al ghiaccio per inseguire il sogno olimpico. Una scelta radicale, che ha richiesto anni di adattamento tecnico e fisico.
Ai Giochi di Pechino 2022 aveva già dimostrato il proprio valore, vincendo l’argento nei 3.000 metri e il bronzo nella mass start. È anche campionessa del mondo nei 5.000 metri, distanza sulla quale molti la consideravano favorita in questa edizione. L’oro nei 3.000, però, rappresenta qualcosa di diverso: è la consacrazione definitiva.
La maturità di un’atleta di 35 anni
A 35 anni compiuti proprio nel giorno della gara, Lollobrigida ha dimostrato una maturità sportiva rara. Dopo la maternità nel 2023 e una stagione segnata dalla malattia, il rischio di un declino era concreto. Invece è arrivata la prova più completa della carriera.
Il record olimpico non è solo un numero: è il simbolo di un recupero fisico e mentale riuscito, di una preparazione ricostruita passo dopo passo e di una capacità di gestione della pressione che appartiene solo ai grandi campioni. Se la stagione aveva lasciato dubbi, la pista olimpica li ha spazzati via in meno di quattro minuti.
Questa medaglia d’oro è una rivincita contro la fragilità del corpo e contro il tempo. Ed è anche il primo grande sigillo italiano di Milano Cortina 2026, firmato da un’atleta che sembrava in salita e invece ha scelto di accelerare.