“È stato lui”. Marco Poggi sgancia la bomba a Quarto Grado

Francesco Meletti

06/06/2026

Il rammarico per le modalità dell’inchiesta

Un altro passaggio particolarmente sentito riguarda il modo in cui la famiglia Poggi avrebbe vissuto l’apertura della nuova inchiesta. Marco ha espresso amarezza per non essere stato coinvolto o informato preventivamente dagli investigatori, spiegando che la famiglia si è sentita messa da parte in una vicenda che riguarda direttamente la morte di Chiara.

Ha inoltre manifestato disagio per alcune attività investigative, compresi i prelievi di Dna effettuati senza un confronto diretto con i familiari. Pur comprendendo le esigenze dell’indagine, ha sottolineato come avrebbe gradito un maggiore dialogo e una comunicazione più diretta da parte delle istituzioni.

Le accuse dei social e il peso dell’esposizione mediatica

Marco Poggi ha parlato anche delle conseguenze personali provocate dalla riapertura del caso. Negli ultimi mesi è diventato bersaglio di numerose speculazioni online, alcune delle quali lo hanno addirittura indicato come possibile coinvolto nell’omicidio della sorella.

«Essere accusato di aver avuto un ruolo nella morte di Chiara è la cosa più difficile da sopportare», ha affermato, spiegando di aver imparato a convivere con accuse che considera profondamente ingiuste. Ha inoltre smentito categoricamente le numerose voci circolate sui social, comprese quelle relative a presunti ricoveri in strutture psichiatriche o a un coinvolgimento in ambienti legati agli stupefacenti.

Il fratello di Chiara ha infine lanciato un appello ad abbassare i toni del confronto pubblico. Secondo lui, il clima di forte polarizzazione che si è creato attorno al caso rischia di alimentare ulteriormente tensioni e sospetti, allontanando l’attenzione dai fatti e dal rispetto dovuto alla memoria della vittima e alla sua famiglia.