Quella sera a casa sua: cosa trovò Francesca Pascale
Era una sera come tante, o almeno avrebbe dovuto esserlo. Francesca Pascale decise di presentarsi a casa di Berlusconi senza preavviso — uno dei gesti tipici di chi ama con quella ferocia gelosa che lei stessa descrive come parte integrante del loro rapporto. E quando aprì la porta, la scena che si trovò davanti era inequivocabile: Berlusconi era a cena con alcune donne.
La reazione di Pascale non si fece attendere: «Le cacciai tutte». Tre parole, dette con la stessa naturalezza con cui si racconta un episodio lontano, ormai metabolizzato. Nessuna tragedia nell’intonazione, nessun rancore residuo. Solo il racconto nudo di una donna che in quel momento sapeva perfettamente cosa voleva — e lo ottenne.
Poi Pascale aggiunge un dettaglio che trasforma l’episodio in qualcosa di più complesso: «Le nozze con Marta Fascina? Ho visto la foto e il Presidente aveva uno sguardo ironico. Allora mi viene da sorridere: anche quella volta lui aveva fatto felice chi lo amava con un colpo di genio». Una frase sibillina, che dice molto su come Pascale abbia scelto di leggere quella relazione — non come una storia di tradimenti e delusioni, ma come il racconto di un uomo che aveva il talento di far sentire ognuna delle donne della sua vita come se fosse quella più importante.
Il matrimonio con Turci: “Fu il dolore a decidere, non io”
Dopo la morte di Berlusconi, Pascale ha attraversato un periodo che lei stessa definisce «un vortice». Ed è in quel vortice che è maturata la scelta di sposare la cantante Paola Turci, un’unione che si è poi conclusa. «Non sono mai stata propensa al matrimonio, le mie nozze hanno stupito anche me. Sono state dettate più dal dolore per la morte di Silvio che dalla logica» spiega senza giri di parole. «Qui non si tratta di capire di chi è la colpa, nessuno ne ha».
Parole che restituiscono l’immagine di una donna che ha fatto i conti con se stessa e con le proprie scelte, senza autocommiserazione ma anche senza negare la fragilità di quel periodo. La perdita di Berlusconi ha lasciato un vuoto che nessun’altra storia ha potuto colmare davvero.
La politica? No. Marina Berlusconi? “Mi piacerebbe che scendesse in campo”
Sul fronte politico, Pascale è categorica: sia il centrodestra sia Matteo Renzi le avrebbero offerto una candidatura, ma la risposta è sempre la stessa. «Ho detto e dirò sempre “no”. Preferisco battermi con le mie associazioni per i diritti civili» afferma. Un impegno concreto, quello sui diritti, che per lei va oltre le logiche di partito: «Non bastano i finanziamenti al Gay Pride, il tema va affrontato da tutti i partiti perché riguarda la libertà di ognuno».
Chiude con una dichiarazione d’affetto verso Marina Berlusconi: «Le voglio molto bene. Mi piacerebbe che scendesse in campo, ma so bene che il papà non voleva e sono già contenta che lei e Piersilvio si interessino al partito». Un legame che resiste al tempo, e che racconta quanto Pascale sia rimasta, a modo suo, parte di quella famiglia.



