C’è una sera nella storia d’amore tra Francesca Pascale e Silvio Berlusconi che Pascale non ha mai raccontato fino in fondo. Una sera in cui decise di presentarsi a casa del Presidente senza avvisare, spinta da quella gelosia che lei stessa definisce il tratto dominante del loro rapporto. Cosa trovò, quella notte? Lo racconta per la prima volta ospite di Storie al Bivio Sera, la trasmissione condotta da Monica Setta su Rai 2, in onda martedì 9 giugno alle 21:30. Un’intervista che ha già fatto parlare, e che regala un ritratto intimo e inedito di uno degli amori più discussi della storia politica italiana recente.
Un amore impetuoso, fatto di gelosia e controlli
Pascale non usa mezze misure nel descrivere il clima del loro rapporto: «Quante gliene ho fatte passare. Lo spiavo, controllavo le lettere, i telefoni». Parole dette con una leggerezza che tradisce una pace conquistata col tempo, ma che dipingono con precisione la natura di una relazione vissuta ad alta tensione emotiva. Un amore totalizzante, nel quale la gelosia non era un difetto da nascondere ma quasi un linguaggio condiviso.
«Lui rideva, a tratti era lusingato dalla mia gelosia» racconta Pascale. Berlusconi, nella sua versione, era un uomo capace di trasformare anche i momenti più spinosi in qualcosa di quasi romantico. Un uomo che sapeva come stare al gioco, e come fare sentire speciale chi aveva accanto. Ma quella sera, il gioco stava per prendere una piega diversa.
I doni, la Harley Davidson, il roseto
Prima di arrivare a quella serata, vale la pena raccontare il contesto nel quale quell’amore si muoveva. Pascale descrive un Berlusconi generoso, capace di gesti memorabili. «Amo le moto e la mia prima Harley Davidson me la fece trovare sotto un albero di Natale» racconta. «Mi disse: “non ho mai voluto comprare la moto ai miei figli per paura. A te l’ho donata, ma non ti do le chiavi”». Una contraddizione tipicamente berlusconiana: il dono e il limite, insieme.
Poi c’è l’episodio del roseto, diventato quasi una leggenda sentimentale: «Mi ha regalato 100 rose ma poi, siccome non amava i fiori recisi, la volta dopo mi comprò un roseto». Un gesto che dice tutto su come Berlusconi vivesse l’amore: sempre un passo oltre il previsto, sempre alla ricerca del gesto definitivo. «Mi ha coperto di doni e d’amore. L’ho amato con tutto il cuore, mi ha insegnato la vita e la politica» conclude Pascale. «Dimezzerei gli anni che mi restano da vivere per passare anche solo un giorno con Silvio».
Ma è quella sera — quella in cui si presentò senza avvisare — la chiave di tutto. Ed è quello che trovò ad aver lasciato un segno che ancora oggi, raccontandolo, le fa cambiare espressione.



