Tra i capitoli meno noti di questa vicenda c’è quello della raccolta fondi lanciata da Dassilva nel febbraio 2025, quando era ancora in carcere. La campagna «Sosteniamo Louis Dassilva, ingiustamente accusato» era stata aperta sulla piattaforma GoFundMe con un obiettivo di 150mila euro, destinati a coprire le spese legali del processo e a garantire il mantenimento dei suoi figli in Senegal. L’iniziativa aveva ricevuto l’autorizzazione del GIP di Rimini, Vinicio Cantarini, e prevedeva la gestione trasparente delle entrate tramite un commercialista.
La raccolta fondi fu però rimossa dalla piattaforma poche ore dopo il lancio, senza che venissero fornite spiegazioni ufficiali. Al momento della scomparsa erano stati raccolti appena 150 euro su 150mila. Un episodio che aveva fatto discutere e che rifletteva la polarizzazione dell’opinione pubblica attorno al caso.
Giovedì la conferenza stampa: potrebbe esserci anche Dassilva
Gli avvocati della difesa Andrea Guidi e Riario Fabbri hanno annunciato una conferenza stampa per giovedì, alla quale non è esclusa la presenza dello stesso Louis Dassilva. Sarà probabilmente la prima occasione in cui il neo-assolto parlerà pubblicamente e con calma dopo quasi due anni di detenzione preventiva. Nel frattempo, le motivazioni scritte della sentenza — attese entro 90 giorni — saranno il documento fondamentale per capire su quali basi la Corte abbia escluso la sua responsabilità e quale futuro possa avere l’indagine sul killer di Pierina Paganelli, che oggi resta ancora senza nome e senza volto.

