Emergono nuovi sviluppi nelle indagini sulla tragedia avvenuta a Pietracatella, in provincia di Campobasso, dove lo scorso dicembre hanno perso la vita Sara Di Vita e sua madre Antonella Di Ielsi, morte dopo essere state avvelenate con la ricina.
Al centro degli ultimi accertamenti c’è un’amica della famiglia Di Vita, denunciata per favoreggiamento dagli investigatori. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, la donna avrebbe omesso informazioni ritenute rilevanti per la ricostruzione del contesto familiare in cui si sarebbe consumata la tragedia.
I messaggi che potrebbero cambiare il quadro investigativo
Gli inquirenti hanno acquisito una serie di messaggi privati che avrebbero portato alla luce una situazione familiare diversa rispetto a quella inizialmente descritta durante le testimonianze. Dai contenuti analizzati emergerebbe infatti che Antonella Di Ielsi avrebbe confidato all’amica le difficoltà vissute all’interno del matrimonio con il marito Gianni Di Vita.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la donna avrebbe manifestato l’intenzione di separarsi e avrebbe persino chiesto aiuto per individuare un avvocato specializzato in diritto di famiglia. Circostanze che potrebbero assumere un’importanza significativa nell’ambito dell’inchiesta e nella ricostruzione dei possibili moventi.
Nonostante questi elementi, l’amica della famiglia avrebbe dichiarato agli investigatori di non essere a conoscenza di particolari problemi tra i coniugi, una versione che avrebbe successivamente sollevato dubbi negli ambienti investigativi.
La denuncia per favoreggiamento
Nel corso delle audizioni, gli investigatori hanno approfondito il ruolo della testimone e le informazioni in suo possesso. Durante una delle convocazioni, la donna avrebbe continuato a sostenere di non conoscere tensioni o dissidi all’interno della coppia.


