Caso ricina, i messaggi nascosti che cambiano tutto

Francesco Meletti

13/06/2026

 

Emergono nuovi sviluppi nelle indagini sulla tragedia avvenuta a Pietracatella, in provincia di Campobasso, dove lo scorso dicembre hanno perso la vita Sara Di Vita e sua madre Antonella Di Ielsi, morte dopo essere state avvelenate con la ricina.

Al centro degli ultimi accertamenti c’è un’amica della famiglia Di Vita, denunciata per favoreggiamento dagli investigatori. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, la donna avrebbe omesso informazioni ritenute rilevanti per la ricostruzione del contesto familiare in cui si sarebbe consumata la tragedia.

I messaggi che potrebbero cambiare il quadro investigativo

Gli inquirenti hanno acquisito una serie di messaggi privati che avrebbero portato alla luce una situazione familiare diversa rispetto a quella inizialmente descritta durante le testimonianze. Dai contenuti analizzati emergerebbe infatti che Antonella Di Ielsi avrebbe confidato all’amica le difficoltà vissute all’interno del matrimonio con il marito Gianni Di Vita.

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Secondo la ricostruzione degli investigatori, la donna avrebbe manifestato l’intenzione di separarsi e avrebbe persino chiesto aiuto per individuare un avvocato specializzato in diritto di famiglia. Circostanze che potrebbero assumere un’importanza significativa nell’ambito dell’inchiesta e nella ricostruzione dei possibili moventi.

Nonostante questi elementi, l’amica della famiglia avrebbe dichiarato agli investigatori di non essere a conoscenza di particolari problemi tra i coniugi, una versione che avrebbe successivamente sollevato dubbi negli ambienti investigativi.

La denuncia per favoreggiamento

Nel corso delle audizioni, gli investigatori hanno approfondito il ruolo della testimone e le informazioni in suo possesso. Durante una delle convocazioni, la donna avrebbe continuato a sostenere di non conoscere tensioni o dissidi all’interno della coppia.

La situazione sarebbe cambiata quando gli investigatori le hanno mostrato alcuni messaggi riconducibili ad Antonella Di Ielsi. Nei testi acquisiti agli atti comparirebbero riferimenti espliciti a problemi matrimoniali e alla volontà di arrivare a una separazione.

Alla luce di questi elementi, la Squadra Mobile avrebbe contestato alla donna di aver fornito dichiarazioni non corrispondenti a quanto emerso dalle verifiche investigative. Da qui la decisione di procedere con una denuncia per favoreggiamento.

Le indagini proseguono

Gli investigatori ritengono che la corretta ricostruzione dei rapporti familiari possa rappresentare un elemento importante per comprendere il contesto in cui si è verificato il duplice avvelenamento. Per questo motivo continuano gli accertamenti su testimonianze, dispositivi elettronici e comunicazioni intercorse tra le persone coinvolte nella vicenda.

L’obiettivo degli inquirenti resta quello di chiarire ogni aspetto della tragedia che ha sconvolto la comunità di Pietracatella e accertare eventuali responsabilità. Le indagini proseguono nel massimo riserbo, mentre gli investigatori continuano ad analizzare il materiale raccolto per ricostruire con precisione quanto accaduto prima della morte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi.