Alberto Stasi torna libero dopo quasi 19 anni: il primo giorno fuori dal carcere

Giovanni Poloni

14/06/2026

alberto stasi primo giorno fuori dal carcere

Dopo quasi diciannove anni segnati da processi, polemiche e battaglie giudiziarie, per Alberto Stasi si apre una nuova fase della sua vita. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha infatti concesso l’affidamento in prova ai servizi sociali, una misura che gli permette di lasciare definitivamente il carcere di Bollate e proseguire il proprio percorso all’esterno.

Per l’ex studente della Bocconi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco nel 2007, si tratta di un passaggio particolarmente significativo. Non equivale a una cancellazione della condanna, ma rappresenta il gradino finale del percorso previsto dall’ordinamento penitenziario per chi ha dimostrato negli anni un comportamento ritenuto positivo.

L’addio al carcere di Bollate

La decisione definitiva è arrivata nelle prime ore della mattina. Stasi ha così raggiunto il carcere di Bollate per recuperare gli ultimi effetti personali e salutare le persone con cui ha condiviso oltre dieci anni della sua vita dietro le sbarre.

Secondo quanto riportato, il 42enne avrebbe lasciato al suo compagno di cella alcuni oggetti utilizzati quotidianamente, tra cui un frigorifero portatile e un ventilatore. Un gesto semplice ma simbolico, che accompagna la conclusione di una lunga esperienza carceraria.

Ad attenderlo per un ultimo saluto non c’erano soltanto detenuti, ma anche educatori, agenti della polizia penitenziaria e operatori che negli anni hanno seguito il suo percorso di reinserimento. Un commiato che, secondo le ricostruzioni, ha coinvolto centinaia di persone presenti nell’istituto.

Il pranzo con la madre Elisabetta

Una volta lasciato il carcere, Stasi ha raggiunto l’appartamento dove vive attualmente e ha potuto riabbracciare la madre, Elisabetta Ligabò, che non ha mai smesso di sostenerlo durante tutta la vicenda giudiziaria.

Nessuna celebrazione particolare, almeno secondo quanto emerso. La giornata è trascorsa in modo semplice e riservato, con un pranzo preparato dalla madre e la presenza dell’avvocata Giada Bocellari, figura che negli ultimi anni è diventata uno dei punti di riferimento principali nella difesa dell’ex bocconiano.

Per la famiglia si tratta comunque di un momento dal forte valore emotivo. Dopo anni di colloqui, permessi e visite in carcere, il rapporto quotidiano può finalmente riprendere in modo più naturale.

Le regole da rispettare