“C’è un altro personaggio noto…”. Giletti sgancia la bomba sul caso Ranucci

Francesco Meletti

13/07/2026

Il caso che coinvolge Sigfrido Ranucci continua ad arricchirsi di nuovi interrogativi. A intervenire è ora Massimo Giletti, che in un video pubblicato sui social ha parlato di possibili sviluppi nell’inchiesta, sostenendo che oltre a Valter Lavitola ci sarebbe un altro personaggio noto sul quale gli investigatori starebbero concentrando l’attenzione.

Le dichiarazioni del giornalista hanno immediatamente riacceso il dibattito attorno a una vicenda che, negli ultimi giorni, ha coinvolto non solo il conduttore di Report, ma anche il mondo della televisione e della politica. Giletti, pur senza fare nomi, ha lasciato intendere che gli accertamenti potrebbero estendersi ad altri protagonisti.

“C’è un altro personaggio noto”

Nel video pubblicato sui propri canali social, Giletti ha spiegato di essere venuto a conoscenza di nuovi elementi che riguarderebbero il caso. Secondo il conduttore, oltre al coinvolgimento di Valter Lavitola, “ci sarebbe un altro personaggio conosciuto” che avrebbe avuto un ruolo nella vicenda.

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Il giornalista ha precisato che gli investigatori starebbero cercando di capire se il ruolo di questa persona sia stato consapevole oppure inconsapevole. Ha inoltre aggiunto che il diretto interessato sarebbe “estremamente preoccupato” per gli sviluppi dell’inchiesta.

Il mistero del nome “Corrado”

Giletti ha poi richiamato l’attenzione su un ulteriore elemento emerso dagli atti dell’inchiesta: il nome “Corrado”, citato più volte nelle intercettazioni. Secondo il conduttore, resta da capire se si tratti del vero nome di una persona oppure di uno pseudonimo utilizzato dagli indagati per indicare qualcuno appartenente al mondo della televisione.

Al momento, però, l’identità della persona indicata con quel nome non risulta accertata e gli investigatori continuano gli approfondimenti per chiarire il significato dei riferimenti contenuti nelle conversazioni.

I dubbi sulla dinamica dell’attentato

Nel suo intervento Giletti si è soffermato anche sulle modalità dell’attentato ai danni di Ranucci. Richiamando alcuni elementi contenuti nell’ordinanza del giudice, ha osservato che il tipo di detonatore utilizzato farebbe ipotizzare un’azione pianificata e controllata, sollevando interrogativi su chi potesse conoscere con precisione gli spostamenti del conduttore.

Da qui l’ultima domanda lanciata dal giornalista: chi avrebbe informato gli esecutori materiali della presenza di Ranucci nella casa di Pomezia quella sera? Un interrogativo che, secondo Giletti, potrebbe rappresentare uno degli aspetti più importanti dell’intera vicenda e che sarà oggetto degli ulteriori sviluppi investigativi.