L’ipotesi di un ritorno alla didattica a distanza a partire da maggio 2026 è tornata al centro del dibattito, ma al momento resta solo uno scenario teorico legato alla crisi energetica internazionale.
Negli ultimi giorni si è parlato della possibilità di introdurre misure straordinarie per ridurre i consumi, tra cui anche il ricorso allo smart working diffuso nel settore pubblico. In questo contesto, alcune voci hanno ipotizzato che la scuola potesse essere coinvolta con un ritorno alla Dad, soprattutto nell’ultima parte dell’anno scolastico.



L’ipotesi legata alla crisi energetica
L’idea nasce dal timore di un peggioramento della situazione energetica globale, legata alle tensioni internazionali e alle difficoltà nelle forniture. In caso di emergenza, il governo potrebbe essere costretto a introdurre misure di contenimento dei consumi, con effetti anche sulla vita quotidiana dei cittadini.
Tra le soluzioni ipotizzate figurano la riduzione degli spostamenti, l’estensione del lavoro da remoto e interventi su riscaldamento, trasporti e attività produttive. In questo scenario, qualcuno ha ventilato anche un possibile coinvolgimento della scuola.
La posizione di Valditara
A fare chiarezza è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha escluso in modo netto qualsiasi ritorno alla didattica a distanza per questo anno scolastico.
La linea del ministero è chiara: le lezioni continueranno in presenza e la Dad non rientra tra le opzioni attualmente previste, nemmeno in caso di difficoltà legate all’energia.
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