Garlasco, perché i genitori di Chiara Poggi vivono ancora nella casa del delitto

Giovanni Poloni

04/04/2026

A quasi vent’anni dal delitto di Garlasco, c’è un dettaglio che continua a colpire e a far discutere: i genitori di Chiara Poggi vivono ancora nella stessa casa in cui la figlia è stata uccisa.

Una scelta difficile da comprendere per molti, che riporta inevitabilmente alla tragedia del 13 agosto 2007, quando la giovane venne assassinata tra l’ingresso e le scale della villetta di via Pascoli.

Una casa rimasta ferma nel tempo

Giuseppe Poggi e Rita Preda non hanno mai lasciato quella abitazione. Non solo: secondo quanto raccontato, nulla è stato cambiato nel corso degli anni.

Gli ambienti sono rimasti gli stessi, quasi cristallizzati, come se il tempo si fosse fermato a quel giorno. Un elemento che ha colpito anche chi ha visitato la casa.

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Il giornalista Gianluigi Nuzzi, durante una puntata di Quarto Grado, ha sottolineato proprio questo aspetto: la normalità apparente di una casa che però non può non riportare, ogni giorno, al ricordo di quella tragedia.

La domanda: perché restare?

È una domanda che in molti si fanno: perché continuare a vivere in un luogo così carico di dolore?

Istintivamente, si potrebbe pensare che allontanarsi sia la scelta più naturale, quasi necessaria per riuscire ad andare avanti.

E in effetti, nella maggior parte dei casi, è proprio così.

La spiegazione di Massimo Picozzi

A offrire una chiave di lettura è stato Massimo Picozzi, psichiatra e criminologo, intervenuto sul tema durante la trasmissione.

Secondo l’esperto, restare in un luogo legato a un trauma così forte è raro, perché spesso le persone sentono il bisogno di allontanarsi per proteggersi dal dolore.

Ma esiste anche un’altra interpretazione, più profonda e meno immediata. Vediamola nella prossima pagina.