Il caso politico dei manifesti di Italia Viva contro Giorgia Meloni continua ad allargarsi. Dopo giorni di polemiche sui cartelloni comparsi nelle principali stazioni italiane, la presidente del Consiglio ha deciso di intervenire pubblicamente con una lunga replica indirizzata al quotidiano La Stampa.
Al centro dello scontro ci sono gli slogan lanciati dal partito guidato da Matteo Renzi, tra cui quello diventato virale nelle ultime ore: “Quando c’era lei i treni arrivavano in ritardo”.
Una campagna ironica e provocatoria che ha acceso il dibattito politico e mediatico, tra accuse di censura e richieste di chiarimenti rivolte a Grandi Stazioni Retail.
Meloni: “Non sono furiosa”

Nella sua lettera aperta, Giorgia Meloni ha respinto categoricamente le ricostruzioni secondo cui sarebbe stata irritata dalla campagna pubblicitaria di Italia Viva.
“Sono tra le persone più criticate e contestate nella storia d’Italia”, ha scritto la premier.
Meloni ha spiegato di non occuparsi di “sciocchezze di questo tipo” e di essere concentrata sui problemi concreti del Paese.
“La Meloni non è furiosa”, ha precisato, smentendo qualsiasi intervento diretto da Palazzo Chigi o dal Ministero dei Trasporti per bloccare la campagna.
La risposta che sorprende tutti
La parte che ha sorpreso maggiormente il dibattito politico è stata però un’altra. Vediamola nella prossima pagina.



