Il sorpassometro, dispositivo utilizzato per individuare i sorpassi vietati, torna al centro dell’attenzione in Italia. Il caso più discusso riguarda quello installato ad Acquappesa, in provincia di Cosenza, dove alle sanzioni anche molto elevate si affiancano ora nuove polemiche legate alla regolarità del sistema.
Se da un lato l’obiettivo dichiarato è aumentare la sicurezza stradale, dall’altro emergono dubbi su autorizzazioni, funzionamento e trasparenza. Un mix che sta trasformando questo strumento da semplice controllo locale a tema nazionale, anche alla luce delle prime decisioni giudiziarie.
Arriva la prima sentenza: multe annullate

Un punto di svolta è arrivato con la decisione del Giudice di Pace di Paola, che ha accolto un ricorso presentato contro alcune sanzioni elevate tramite sorpassometro.
Il giudice ha infatti annullato un verbale che prevedeva plurime violazioni al Codice della Strada, con decurtazione di 16 punti e sospensione della patente fino a 3 mesi.
Tra le criticità evidenziate nel ricorso – accolto dal giudice – figurano:
- insufficiente segnalazione del dispositivo;
- mancata omologazione dello strumento;
- assenza di un decreto prefettizio specifico.
Si tratta della prima pronuncia su una serie di ricorsi legati al dispositivo installato lungo la SS18, e potrebbe aprire la strada ad altri annullamenti.
La posizione del Comune e del Ministero
Di segno opposto è invece la posizione dell’amministrazione comunale di Acquappesa. Il sindaco Francesco Tripicchio ha dichiarato che il sistema è regolare e pienamente legittimo.
Secondo quanto riportato, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avrebbe confermato la validità del dispositivo, richiamando anche orientamenti della giurisprudenza.