Il risultato è netto: grande visibilità, ma impatto limitato nelle urne.
Un volto ormai noto al grande pubblico

Alla domanda sulla conoscenza del generale, il 56,2% degli intervistati dichiara di sapere chi sia, anche solo per averne sentito parlare. Il 43,8% invece afferma di non conoscerlo.
Il dato certifica che Vannacci è riuscito a ritagliarsi uno spazio stabile nel dibattito nazionale. La sua presenza mediatica è consolidata e supera ormai quella di molte figure emergenti della politica italiana.
La fiducia resta il vero ostacolo

Se la notorietà è significativa, la fiducia racconta un’altra storia. Solo il 26,8% degli intervistati esprime fiducia nei confronti del leader di Futuro Nazionale, mentre il 73,2% dichiara apertamente di non riporvi alcuna fiducia.
Un divario che evidenzia una dinamica chiara: la figura del generale è fortemente divisiva. La capacità di catalizzare attenzione non si traduce automaticamente in consenso consolidato.
Futuro Nazionale sotto la soglia del 2%
Nella stima delle intenzioni di voto, la formazione guidata da Vannacci si attesterebbe all’1,7%. Una percentuale che conferma come l’“effetto Vannacci” resti contenuto.
Altri istituti demoscopici collocano il movimento in una forbice simile, tra l’1,5% e il 2%, lontano da quelle prime proiezioni che parlavano di una possibile crescita più consistente.
Il quadro politico generale
Nel panorama complessivo delle coalizioni, il centrodestra si conferma in vantaggio con il 49,0% dei consensi stimati. Nel dettaglio:
- Fratelli d’Italia: 29,6%
- Lega: 8,5%
- Forza Italia: 8,2%
- Noi Moderati: 1,0%
Il centrosinistra si attesterebbe invece al 39,3% complessivo, con:
- Partito Democratico: 20,0%
- Movimento 5 Stelle: 13,6%
- Alleanza Verdi e Sinistra: 5,7%
La struttura delle coalizioni appare quindi stabile, senza scossoni significativi attribuibili all’ingresso di nuove formazioni.
Tra suggestione e realtà
Il dibattito sull’“effetto Vannacci” resta acceso, ma i numeri suggeriscono prudenza. La visibilità è alta, la polarizzazione evidente, ma il peso elettorale rimane ridotto.
Al momento, il generale rappresenta più un elemento di discussione e tensione nel discorso pubblico che una variabile capace di spostare gli equilibri tra centrodestra e centrosinistra.
La vera sfida, per Futuro Nazionale, sarà trasformare l’attenzione mediatica in consenso strutturale. Finora, i dati raccontano una distanza ancora significativa tra popolarità e voto.