Le nuove rivelazioni sull’inchiesta relativa al delitto di Garlasco continuano a provocare tensioni non solo nelle aule giudiziarie, ma anche nei programmi televisivi che da settimane seguono ogni sviluppo del caso. Tra intercettazioni ambientali, nuove ipotesi investigative e ricostruzioni sempre più discusse, il nome di Andrea Sempio resta al centro del dibattito mediatico.
Negli ultimi giorni l’attenzione si è concentrata soprattutto su alcuni audio ritenuti cruciali dagli inquirenti. Tra questi ci sarebbe un presunto soliloquio del 38enne, registrato il 12 maggio 2025, nel quale l’indagato avrebbe ripercorso alcuni dettagli legati alla scena del crimine. Una frase in particolare ha attirato l’attenzione degli investigatori: “Quando sono andato io… il sangue c’era”. Un passaggio che, secondo l’accusa, potrebbe avere un peso importante nella nuova ricostruzione del caso legato all’omicidio di Chiara Poggi.
Garlasco, ennesimo scontro in tv
A far esplodere la polemica è stata la trasmissione Ignoto X, in onda su La7, dove si è consumato un accesissimo confronto tra l’avvocato Liborio Cataliotti, difensore di Andrea Sempio, e il giornalista e conduttore Pino Rinaldi. Al centro dello scontro la presunta consapevolezza di Sempio di essere intercettato mentre pronunciava quelle frasi finite oggi sotto la lente della Procura di Pavia.
Rinaldi 🆚 Cataliotti (Parte 1) #IgnotoX – #Garlasco pic.twitter.com/4mxCY8rWZR
— 𝗦𝘁𝗲𝗲𝗖𝗮𝘀𝘁𝘆 🌞 (@SteeCasty) May 8, 2026
Secondo la linea difensiva, infatti, quelle parole non sarebbero affatto una confessione implicita né tantomeno un’ammissione spontanea. Al contrario, il legale sostiene che il suo assistito sapesse perfettamente di essere ascoltato e che stesse semplicemente ripetendo passaggi già affrontati durante interrogatori e testimonianze.
Una versione che Cataliotti ha ribadito con forza nel corso della trasmissione televisiva, spiegando che Sempio avrebbe già confidato a un’amica, settimane prima, di sospettare la presenza di intercettazioni ambientali.
La tensione in studio è salita rapidamente quando Pino Rinaldi ha avanzato dubbi sulla ricostruzione della difesa. Il giornalista ha infatti dichiarato: “Forse non sa che la cimice che ha in macchina non è intercettazione telefonica, ma è di un’altra natura”.
Una frase che ha immediatamente provocato la reazione dell’avvocato, visibilmente contrariato dalle osservazioni del conduttore.
“Ma sta scherzando? Ma credo che lei stia scherzando”, ha replicato Cataliotti in diretta, interrompendo il ragionamento di Rinaldi.




