Il caso del delitto di Garlasco continua a monopolizzare il dibattito televisivo e mediatico italiano, trasformandosi sempre più spesso in un terreno di scontro acceso tra esperti, avvocati e opinionisti. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, ogni nuova ipotesi investigativa riaccende tensioni e polemiche, alimentando un confronto che ormai va ben oltre il piano giudiziario.
Nelle ultime ore a far discutere è stata una puntata particolarmente movimentata di Quarto Grado, il programma di approfondimento condotto da Gianluigi Nuzzi su Rete 4. Al centro della trasmissione, ancora una volta, il nome di Andrea Sempio e le nuove piste investigative emerse negli ultimi mesi.
Questa volta, però, a catturare l’attenzione del pubblico non sono stati tanto i dettagli dell’inchiesta, quanto il durissimo scontro andato in scena tra l’avvocato Massimo Lovati e la criminologa Roberta Bruzzone, protagonisti di un confronto che nel giro di pochi minuti è degenerato davanti alle telecamere.

Lo scontro in diretta a Quarto Grado
Il dibattito si è acceso quando Roberta Bruzzone ha criticato apertamente la gestione delle prime fasi difensive legate ad Andrea Sempio. La criminologa ha utilizzato parole molto dure nei confronti di Lovati, parlando di comportamenti “lontani dall’etica professionale” e sollevando dubbi sulla trasparenza nei rapporti con la famiglia Sempio.
Bruzzone ha inoltre invitato il legale a chiarire alcuni aspetti del proprio operato professionale, compresi i compensi ricevuti e la gestione economica della difesa. Un affondo che ha immediatamente fatto salire la tensione in studio.
Massimo Lovati ha replicato rivendicando il diritto alla riservatezza professionale e sostenendo di non essere tenuto a rendere pubblici dettagli riguardanti la propria attività lavorativa. Il tono del confronto, però, si è fatto rapidamente sempre più acceso.
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