Il big della politica contro Giuseppe Conte, attacco senza precedenti

Francesco Meletti

27/03/2026

Nel suo intervento, Conte ha inoltre criticato la prospettiva di un ulteriore aumento fino al 5% del PIL, attribuendo questa direzione alle pressioni internazionali, in particolare legate alla linea politica di Donald Trump.

La replica non si è fatta attendere. Sempre sui social, Carlo Calenda ha risposto con toni netti, sostenendo la necessità di una difesa più forte e moderna. Secondo Calenda, le cifre citate sarebbero il risultato di una “cosmesi contabile” più che di un reale rafforzamento strutturale. «Magari. Avremmo bisogno di una difesa più forte e moderna. In realtà è una cosmesi contabile. Ti ricordo poi che l’obiettivo del 2% è stato da te confermato quando eri Presidente del Consiglio e scodinzolavi dietro Trump. Questo post mostra chiaramente perché sei del tutto inadatto a ridiventarlo».

Calenda ha anche ricordato come lo stesso Conte, durante il suo mandato da Presidente del Consiglio, avesse confermato l’impegno del 2% del PIL nella NATO, accusandolo di incoerenza politica. Lo scontro personale riflette così una distanza ideologica sempre più marcata.

Al di là delle polemiche, il nodo centrale resta la gestione della spesa pubblica per la difesa. Da una parte c’è chi, come Conte, lega l’aumento degli investimenti militari alle difficoltà economiche interne, dall’altra chi, come Calenda, ritiene necessario rafforzare il comparto difensivo con una strategia più efficace.

L’obiettivo del 2% del PIL per la difesa, stabilito in ambito NATO e confermato da diversi governi italiani, rappresenta un punto fermo ma anche un terreno di scontro. Il vero tema è come raggiungerlo e se sia opportuno superarlo.

Questa divisione sulla politica militare ed economica rischia di diventare uno dei principali ostacoli per il futuro dell’opposizione. Ed è proprio su queste differenze che si giocherà una parte decisiva della prossima fase politica italiana.