“I corpi trovati così”. Maldive, le immagini dalla grotta

Francesco Meletti

23/05/2026

Operazioni di recupero nella grotta Kandu alle Maldive

Le immagini del recupero e il racconto dei soccorritori

Le immagini diffuse da Dan Europe mostrano anche l’elevato livello di preparazione richiesto ai soccorritori. Ogni fase del recupero è stata affrontata con procedure rigidissime per evitare ulteriori incidenti. “La nostra priorità era non mettere a rischio altri operatori durante il recupero dei corpi”, ha spiegato Paakkarinen.

Il team specializzato ha lavorato in condizioni estremamente delicate, affrontando immersioni profonde e lunghi tempi di decompressione. Per raggiungere la zona in cui si trovavano i corpi è stato necessario attraversare passaggi stretti e cunicoli particolarmente difficili da percorrere con l’attrezzatura tecnica utilizzata durante le operazioni.

Nel frattempo proseguono gli accertamenti delle autorità maldiviane e della Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Sotto sequestro sono finite attrezzature, computer subacquei, torce e telecamere GoPro recuperate all’interno della grotta. Gli investigatori stanno cercando di capire se vi siano stati errori tecnici, problemi di orientamento o eventuali criticità legate all’equipaggiamento utilizzato durante l’immersione.

Grande attenzione è rivolta proprio alle GoPro recuperate durante le operazioni. Le telecamere potrebbero contenere immagini decisive per ricostruire gli ultimi minuti della spedizione e capire il percorso seguito dal gruppo all’interno della cavità sommersa.

Le immagini del recupero dei sub italiani nella grotta Kandu

L’appello degli esperti dopo la tragedia

Il sub finlandese ha infine lanciato un appello per introdurre regole più severe sulle immersioni tecniche e nelle grotte sommerse. Secondo Paakkarinen, servono standard di sicurezza più elevati, una mappatura dettagliata delle cavità e una distinzione più chiara tra immersioni ricreative e spedizioni tecniche ad alto rischio.

Gli esperti sottolineano inoltre l’importanza della preparazione specifica per questo tipo di ambienti estremi. Le immersioni in grotta richiedono infatti competenze avanzate, sistemi di orientamento particolari e protocolli di emergenza molto più rigorosi rispetto alle normali immersioni in mare aperto.

Le fotografie diffuse nelle ultime ore non rappresentano soltanto il racconto di una missione di recupero. Sono anche la testimonianza concreta di quanto un ambiente sottomarino possa trasformarsi rapidamente in una trappola mortale, anche per sub esperti e preparati.

La tragedia delle Maldive continua intanto a scuotere il mondo della subacquea italiana e internazionale. Mentre le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio dell’accaduto, resta il dolore per la perdita di cinque professionisti accomunati dalla passione per il mare e per l’esplorazione subacquea.