A quasi otto anni dal crollo del Ponte Morandi, il dibattito sulle responsabilità legate alla tragedia torna al centro dell’attenzione. A rilanciarlo è un editoriale pubblicato da La Verità, che punta il dito contro quella che definisce una progressiva scomparsa del nome della famiglia Benetton dal dibattito pubblico, pur ricordando il ruolo avuto nella gestione di Autostrade per l’Italia negli anni precedenti al disastro.
Il crollo del viadotto Polcevera, avvenuto il 14 agosto 2018, provocò la morte di 43 persone e rappresenta ancora oggi una delle più gravi tragedie infrastrutturali della storia italiana. Negli anni successivi si sono susseguiti processi, indagini e ricostruzioni, mentre il tema delle responsabilità è rimasto al centro del confronto pubblico.
Il commento pubblicato da La Verità
Nel suo editoriale, Mario Giordano osserva come l’attenzione mediatica e politica si sia progressivamente concentrata sui dirigenti e sui tecnici coinvolti nei procedimenti giudiziari, mentre il nome della famiglia Benetton sarebbe ormai raramente richiamato nel dibattito.
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L’articolo sottolinea che i Benetton non risultano imputati nel processo penale relativo al crollo del Ponte Morandi e ricorda che le responsabilità penali sono personali. Allo stesso tempo, però, l’editorialista sostiene che resti aperto un tema di responsabilità morale nei confronti di chi ha controllato negli anni la società concessionaria delle autostrade.
Il riferimento alla gestione di Autostrade
Secondo quanto riportato nell’editoriale, la famiglia Benetton avrebbe tratto importanti benefici economici durante il periodo in cui controllava Autostrade per l’Italia, società poi uscita dalla loro disponibilità dopo il crollo del ponte. L’autore richiama inoltre le contestazioni emerse negli anni sulle politiche di manutenzione e sugli investimenti destinati alla rete autostradale, temi che fanno parte del più ampio contesto affrontato anche dalle indagini.
L’articolo ricorda inoltre alcune intercettazioni e documenti già emersi nel corso dell’inchiesta, evidenziando come il tema della sicurezza e della manutenzione sia stato uno degli elementi centrali del procedimento giudiziario.
Il dibattito resta aperto
A distanza di anni, il crollo del Ponte Morandi continua a rappresentare una ferita ancora aperta per il Paese. Mentre il processo prosegue e le responsabilità penali vengono accertate nelle sedi competenti, resta vivo anche il confronto sul piano etico e morale, tema sul quale l’editoriale di La Verità invita a non abbassare l’attenzione.
Fonte: La Verità.





