Le tensioni internazionali e il progressivo stop alle forniture energetiche dalla Russia rischiano di aprire una nuova fase critica per l’Europa. A lanciare l’allarme è l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, che durante un’audizione alla Camera ha descritto uno scenario definito il più difficile dagli anni Ottanta.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Descalzi ha spiegato che la crisi dello Stretto di Hormuz ha modificato profondamente gli equilibri energetici mondiali e che, dal prossimo gennaio, l’Europa potrebbe perdere anche le residue forniture di gas provenienti dalla Russia, aumentando ulteriormente le preoccupazioni per l’approvvigionamento energetico.
L’allarme sul gas russo
Il numero uno di Eni ha ricordato che la progressiva uscita del gas russo dal mercato europeo rappresenta un ulteriore elemento di pressione in una fase già caratterizzata da forte instabilità internazionale. Pur sottolineando che gli stoccaggi italiani restano su livelli considerati rassicuranti, Descalzi ha invitato a non sottovalutare gli effetti che potrebbero manifestarsi nei prossimi mesi.
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Secondo quanto riferito, la combinazione tra le tensioni in Medio Oriente e il definitivo stop alle forniture russe potrebbe rendere più complessa la gestione del mercato energetico europeo.
«La Ue distrugge le nostre industrie»
Nel suo intervento, Descalzi ha rivolto anche una critica alle politiche industriali europee. Secondo l’amministratore delegato di Eni, alcune scelte dell’Unione Europea starebbero mettendo in difficoltà settori strategici, in particolare quello della chimica, già colpito dall’aumento dei costi energetici e dalla perdita di competitività rispetto ad altre aree del mondo.
L’ad di Eni ha sostenuto che l’Europa rischia di perdere importanti capacità produttive proprio mentre altre economie continuano a investire nell’industria pesante e nelle materie prime energetiche. Per questo ha chiesto una riflessione sulle politiche energetiche e industriali adottate negli ultimi anni.
Le preoccupazioni per il futuro
L’evoluzione della situazione geopolitica e la questione delle forniture energetiche continueranno a rappresentare uno dei principali dossier per l’Europa nei prossimi mesi. Il timore espresso da Descalzi è che un ulteriore irrigidimento del mercato possa tradursi in costi più elevati per imprese e famiglie, con conseguenze sulla competitività del sistema industriale europeo.
Fonte: Corriere della Sera.






