Particolare attenzione è stata dedicata alle dichiarazioni attribuite a una massaggiatrice e riportate dal Fatto Quotidiano, secondo cui l’ex consigliera regionale avrebbe partecipato negli ultimi anni a feste caratterizzate da droga e rapporti sessuali.
Su questo fronte la Procura è categorica: tali affermazioni non avrebbero trovato riscontro né nelle dichiarazioni raccolte durante le indagini difensive, né nelle testimonianze rese ai carabinieri dalle persone informate sui fatti. Nessun elemento, quindi, a sostegno di quelle voci.
Il nodo dell’adozione
Un ulteriore aspetto sottoposto a verifica riguardava la procedura di adozione di un minore. Anche in questo caso, secondo quanto riportato nel documento, non sarebbero emerse anomalie o irregolarità.
Un altro tassello che, sommato agli altri, contribuisce a smentire l’intero quadro accusatorio costruito attorno alla vicenda.
La parola definitiva dei magistrati
Le conclusioni della Procura generale non lasciano margini di dubbio. I fatti riportati nelle notizie di stampa, da cui era partita l’attività di approfondimento, non corrisponderebbero al vero, e non sarebbero emersi elementi in contrasto con quanto già valutato in precedenza.
Per questo motivo, l’ufficio milanese ha confermato il proprio orientamento favorevole, ritenendo che non vi siano elementi nuovi capaci di modificare il giudizio espresso nel procedimento che aveva portato il Presidente della Repubblica a concedere la grazia.
Una vicenda, dunque, che dopo settimane di indiscrezioni sembra trovare il suo epilogo. A pesare, alla fine, non sono state le voci rilanciate dai media, ma quanto effettivamente accertato dalle autorità. Resta da vedere se il caso, vista la notorietà della protagonista, continuerà comunque a tenere banco nel dibattito pubblico.


