Il caso Garlasco continua a vivere una nuova fase investigativa e giudiziaria, tra consulenze tecniche, analisi scientifiche e ricostruzioni che puntano a rimettere in discussione alcuni degli elementi considerati centrali nelle precedenti indagini. Al centro dell’attenzione torna ancora una volta Andrea Sempio, oggi indagato nell’ambito dei nuovi approfondimenti sull’omicidio di Chiara Poggi.
La strategia della difesa si basa su una lunga serie di consulenze tecniche depositate nelle ultime ore, frutto di mesi di lavoro e analisi delle carte della Procura. I legali Angela Taccia e Liborio Cataliotti hanno predisposto diversi elaborati scientifici con l’obiettivo di contestare alcuni dei punti ritenuti più delicati dell’impianto investigativo.
Il nodo delle impronte e delle scarpe
Uno degli aspetti centrali riguarda le tracce rilevate sulla scena del crimine, in particolare le impronte considerate compatibili con quelle dell’autore dell’omicidio. La difesa ha affidato una consulenza specifica a Giacomo De Angelis, esperto nella produzione di calzature, per analizzare la compatibilità tra il piede di Andrea Sempio e le famose tracce a pallini rinvenute nell’abitazione di Chiara Poggi.
Secondo la ricostruzione dei consulenti difensivi, l’estensione plantare dell’indagato sarebbe incompatibile con le impronte attribuite al killer. Una conclusione che si inserisce nel dibattito già aperto negli anni precedenti sulla scarpa Frau numero 42, elemento che aveva avuto un peso importante nei processi ad Alberto Stasi.
La nuova analisi punta quindi a ridimensionare la solidità di quelle tracce, sostenendo che non vi sarebbe una compatibilità certa con Andrea Sempio.
Le consulenze sul DNA e sull’impronta 33
La difesa si muove anche sul piano genetico e dattiloscopico. Tra le consulenze depositate figura infatti un’integrazione sull’analisi del DNA affidata a Marina Baldi, mentre il dattiloscopista Luigi Bisogno ha contestato le conclusioni relative alla cosiddetta “impronta 33”.
Secondo gli esperti della Procura, quell’impronta rappresenterebbe uno degli elementi più significativi dell’indagine. I consulenti difensivi, invece, mettono in discussione la certezza dell’identificazione, sostenendo che le minuzie utilizzate per attribuire la traccia non sarebbero sufficienti per arrivare a una conclusione definitiva.
Il confronto tra accusa e difesa si gioca dunque su aspetti altamente tecnici, dove ogni dettaglio scientifico può diventare determinante nella ricostruzione della scena del crimine.
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