L’informativa finale dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano sulla nuova inchiesta di Garlasco è un documento esplosivo su più fronti. Da un lato smonta l’alibi di Andrea Sempio con un’intercettazione in cui suo padre dice alla moglie: “Perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu!”. Dall’altro demolisce punto per punto la condanna definitiva di Alberto Stasi, definendo alcuni degli elementi dell’inchiesta originale come “incomprensibili” e “paradossali”. E rivela un secondo monologo di Sempio in auto, ancora più inquietante del primo.
“Lo scontrino lo hai fatto tu”: il padre di Sempio smonta l’alibi del figlio

Lo scontrino del parcheggio di Vigevano era l’unico punto fermo dell’alibi di Andrea Sempio — il documento che, secondo la sua versione, lo collocava fuori da Garlasco la mattina del 13 agosto 2007. Era già al centro di dubbi: le analisi delle celle telefoniche lo piazzavano a Garlasco, e le nuove consulenze medico-legali spostano l’orario della morte tra le 10:30 e le 12, rendendo inutile qualsiasi alibi per le 9 e qualcosa.
Ora arriva il colpo finale. In un’intercettazione ambientale del 22 ottobre scorso, il padre di Sempio, Giuseppe, dice alla moglie Daniela Ferrari: “Perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu!”. Una frase pronunciata in privato, senza sapere di essere intercettato, che implica che non fosse stato Andrea a procurarsi quel tagliando — ma la madre. L’alibi, già traballante, si sgretola.
Il secondo monologo in auto
Oltre alla prima intercettazione — quella in cui Sempio diceva da solo “Ho visto il video di Chiara e Alberto” — nell’informativa emerge un secondo monologo registrato nella sua auto. Vediamo cosa diceva.



