Tra gli elementi tornati sotto i riflettori c’è anche il discusso scontrino di Andrea Sempio, unico indagato nel nuovo filone d’inchiesta. Il documento, che secondo la sua versione sarebbe stato stampato personalmente a Vigevano e poi conservato dalla madre, è da anni oggetto di analisi e polemiche.
In trasmissione è stata riportata una testimonianza che solleverebbe dubbi sulla reale provenienza dello scontrino, riaprendo interrogativi sulla sua attendibilità e sul suo peso nell’economia delle indagini.
La porta a soffietto e la dinamica dell’aggressione
Altro punto controverso riguarda la porta a soffietto della villetta di via Pascoli, a Garlasco. Secondo la criminologa Roberta Bruzzone, consulente della famiglia Poggi, vi sarebbero incongruenze nelle dichiarazioni di Stasi in merito alla sua apertura.
A rafforzare questa lettura è intervenuta anche una dichiarazione del colonnello Cassese, che ha ipotizzato come l’assassino possa aver aperto la porta spingendo il corpo di Chiara contro di essa, prima di gettarla lungo le scale verso la taverna. Un dettaglio tecnico che potrebbe incidere sulla dinamica dell’omicidio.
Revisione del processo? Cosa può cambiare
Il vero elemento potenzialmente “disruptive” resta però l’orario della morte. Se le nuove valutazioni medico-legali dovessero confermare un decesso avvenuto nelle ore notturne, l’impianto accusatorio costruito attorno alla finestra mattutina verrebbe profondamente ridimensionato.
Si attendono ora le conclusioni degli approfondimenti affidati alla dottoressa Cattaneo. Qualora le nuove ipotesi trovassero conferma, potrebbe aprirsi uno scenario di revisione del processo, con conseguenze significative su un caso che, a distanza di anni, continua a dividere opinione pubblica e addetti ai lavori.