L’avvocato Tizzoni ha spiegato che la famiglia Poggi avrebbe vissuto molto male l’esplosione di contenuti social e trasmissioni online dedicate al caso.
“Erano aggrediti senza possibilità di replica”, ha dichiarato il legale, facendo riferimento soprattutto ai programmi web e ai contenuti pubblicati da creator online seguiti da centinaia di migliaia di persone.
Secondo la famiglia, molti dei soggetti denunciati avrebbero costruito narrazioni prive di riscontri reali, contribuendo ad alimentare un clima di forte pressione mediatica e personale.
Il problema, spiegano i legali, sarebbe aggravato dal fatto che molti dei contenuti vengono diffusi da soggetti che non appartengono al mondo giornalistico tradizionale e che quindi non sono sottoposti alle stesse regole deontologiche.
Il caso Stasi e le accuse sui risarcimenti
Uno dei punti che avrebbe colpito maggiormente la famiglia riguarda le accuse circolate online sui risarcimenti legati alla condanna definitiva di Alberto Stasi.
Secondo alcune ricostruzioni apparse sul web, i Poggi avrebbero avuto interesse a evitare nuovi sviluppi investigativi per non dover restituire le somme ricevute.
Una tesi che l’avvocato Tizzoni definisce “svilente”.
Il legale ha infatti chiarito che le somme versate da Stasi sarebbero conservate su un conto dedicato e che la famiglia non le utilizzerebbe per vivere.
“La famiglia Poggi va avanti serenamente con le proprie disponibilità”, ha spiegato.
La nuova esplosione mediatica sul caso Garlasco
La riapertura dell’attenzione sul caso Garlasco ha generato nelle ultime settimane una vera esplosione di contenuti online.
Video, dirette streaming, analisi, ricostruzioni e teorie alternative stanno invadendo social network e piattaforme video, spesso con milioni di visualizzazioni.
Ed è proprio questo clima che avrebbe spinto i familiari di Chiara Poggi a intervenire legalmente.
Secondo i loro avvocati, il confine tra cronaca, opinione e diffamazione sarebbe stato superato più volte.

