«Vent’anni fa toccavo la bara di mio fratello, ora tocco quella di mia figlia», ha detto con voce spezzata dal dolore. Un’immagine potentissima che ha raccontato tutto il peso di una perdita che nessun genitore dovrebbe affrontare.
Il padre ha ricordato Muriel bambina, le corse per le strade del paese, le biciclette, i pattini e la sua inesauribile voglia di scoprire il mondo.
Il pensiero agli ultimi momenti nella grotta
Tra i passaggi più dolorosi del suo intervento, Andrea Oddenino ha parlato degli ultimi istanti vissuti dalla figlia nella grotta sommersa delle Maldive.
«Penso a Muriel intrappolata nella grotta. Spero che con quelle ultime boccate di ossigeno si sia addormentata, che un angelo sia venuto a dirle di non avere paura», ha raccontato davanti ai presenti in silenzio.
Parole che hanno restituito tutta la sofferenza di un padre che cerca ancora una spiegazione e una forma di conforto davanti a una tragedia così improvvisa.
“Non preoccupatevi per me”
Andrea Oddenino ha voluto condividere anche uno degli ultimi insegnamenti lasciati dalla figlia. Negli ultimi tempi, ha raccontato, Muriel ripeteva spesso ai genitori di non preoccuparsi per lei.
«Non preoccupatevi per me, preoccupatevi per voi che vivete una realtà ristretta», diceva. Una frase che oggi assume un significato ancora più profondo e che descrive perfettamente lo spirito libero e curioso della giovane ricercatrice.
Secondo il padre, Muriel viveva in una condizione di meraviglia continua, affrontando ogni esperienza con entusiasmo, serenità e desiderio di conoscere.
L’ultimo messaggio di speranza
La cerimonia si è conclusa con un messaggio di speranza e solidarietà. Don Cravero ha ricordato il gesto dei sub finlandesi che hanno recuperato le salme senza chiedere alcun compenso, definendolo un esempio di umanità e altruismo.
Le ultime parole pronunciate durante il funerale sono state tratte da San Paolo: «Quando accetti di essere debole, è allora che diventi forte».
Un messaggio che ha accompagnato l’ultimo saluto a Muriel Oddenino, trasformando il dolore di una comunità in un invito a custodire la memoria di una giovane donna che aveva scelto di dedicare la propria vita alla scienza, alla natura e alla scoperta del mondo.


