Famiglia nel bosco, lite tra Catherine e Nathan dopo l’allontanamento dei figli: quello che non torna

Giovanni Poloni

07/03/2026

La lite nella casa famiglia di Vasto

Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, Catherine Birmingham è apparsa profondamente scossa nell’apprendere il contenuto dell’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che disponeva il suo allontanamento dalla struttura di Vasto dove viveva con i figli dal novembre 2025. Il marito Nathan è accorso da Palmoli per sostenerla, ma il confronto tra i due ha rapidamente evidenziato le loro visioni divergenti sulla gestione della situazione.

Divergenze che, come emerge dai documenti del tribunale, non sono nuove: nel provvedimento Catherine viene descritta come “ostile”, mentre Nathan è indicato come figura “rasserenante”. Una distinzione netta, che pesa. In serata la coppia si è allontanata in auto per trascorrere la notte in un’abitazione messa a disposizione da un ristoratore della zona.

Nathan: “Pago per comportamenti che non sento miei”

A raccontare lo stato d’animo di Nathan è Il Messaggero. Il padre dei tre bambini vive la decisione del tribunale come “profondamente ingiusta” e, pur senza accusare apertamente la moglie in pubblico, lascia trasparire una frustrazione che va ben oltre la vicenda giudiziaria. “Provo un senso di frustrazione. Percepisco questa misura come un’ulteriore punizione immeritata”, avrebbe dichiarato l’uomo.

Un padre che sente di stare pagando le conseguenze di comportamenti che non sente propri. Significativo anche il dettaglio sui vaccini: sarebbe stato proprio grazie al suo intervento che si è riusciti a somministrarli ai figli, in una vicenda in cui i contrasti tra i genitori sulla gestione sanitaria dei bambini avevano fatto molto discutere fin dall’inizio.

I figli trasferiti in una nuova comunità vicino a Scerni

L’ordinanza dispone il trasferimento dei tre minori in una nuova struttura già individuata nei pressi di Scerni. La presenza di Catherine sarà consentita soltanto in occasioni specifiche ancora da definire, mentre gli incontri con la madre saranno limitati e programmati.

Lo psichiatra che affianca la famiglia, Tonino Cantelmi, ha definito l’ordinanza “sconcertante”, sottolineando come la decisione — arrivata mentre le perizie sui minori sono ancora in corso — rischi di produrre un ulteriore trauma nei bambini. Sulla vicenda è intervenuta anche la premier Giorgia Meloni, che ha criticato duramente i giudici, alimentando un dibattito politico destinato a non spegnersi presto.

Cosa dice il tribunale su Catherine

Al centro dell’ordinanza c’è una valutazione severa sul comportamento di Catherine all’interno della casa famiglia. Secondo i magistrati, la sua presenza costante sarebbe diventata un ostacolo agli interventi educativi del personale, contribuendo al peggioramento dell’equilibrio emotivo dei minori. Nel provvedimento vengono richiamati presunti episodi di tensione, con i bambini che avrebbero mostrato una crescente opposizione verso le educatrici della struttura.

La difesa ha risposto ricordando come Catherine abbia partecipato a centinaia di accertamenti, dimostrando secondo i legali la volontà di collaborare. Ma i report delle autorità raccontano una storia diversa, e il tribunale ha scelto di seguire quella versione.

Una storia che continua a dividere l’Italia

La Famiglia nel bosco resta una delle vicende più polarizzanti degli ultimi mesi. Da un lato chi vede in Catherine e Nathan due genitori vittime di un sistema che non comprende le loro scelte. Dall’altro chi ritiene che i tre bambini avessero bisogno di protezione e che l’intervento delle autorità fosse doveroso.

La lite tra i due genitori, la frustrazione di Nathan, l’allontanamento forzato di Catherine: sono tutti segnali che questa storia è ben lontana dalla sua conclusione. E mentre i tre figli si preparano a un nuovo trasferimento, l’Italia continua a guardare, a discutere e a dividersi.