Cosa dicono le evidenze e i regolatori
Su questi punti, però, il quadro scientifico e regolatorio racconta una storia diversa. Il vaccino Pfizer-BioNTech fu valutato in una sperimentazione di fase 3 su decine di migliaia di partecipanti, con risultati — pubblicati su riviste scientifiche peer-reviewed — che indicavano un’efficacia intorno al 95% contro la malattia sintomatica.
Il prodotto autorizzato da enti come l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) e la statunitense FDA è lo stesso valutato negli studi: i processi produttivi e i singoli lotti sono sottoposti a controlli e a un sistema di farmacovigilanza che ha continuato a monitorare efficacia e sicurezza anche dopo l’immissione in commercio. La tesi di un “prodotto diverso e senza dati” non trova riscontro nelle valutazioni delle autorità né nella letteratura scientifica.
Effetti avversi: cosa è realmente documentato
Questo non significa che i vaccini siano privi di effetti collaterali. Come ogni farmaco, anche i vaccini anti-Covid possono causare reazioni avverse, in larga parte lievi e transitorie e in rari casi più serie, regolarmente registrate e analizzate dagli enti regolatori.
La differenza, sottolineano gli esperti, sta nel rapporto tra benefici e rischi: per la stragrande maggioranza della popolazione i benefici della vaccinazione contro forme gravi di Covid-19 hanno superato ampiamente i rischi. È su questa valutazione complessiva, e non su singole affermazioni isolate, che si fonda il consenso scientifico.
Per questo, di fronte a notizie di questo tipo, è importante affidarsi a fonti scientifiche verificabili e alle valutazioni degli enti preposti, evitando che una vicenda dolorosa venga trasformata in strumento di un dibattito ideologico.


