Mattia Rizzetti muore a 16 anni nella notte di Pasqua a Roma

Giovanni Poloni

06/04/2026

Mattia Rizzetti, 16 anni: muore investito a Roma nella notte di Pasqua. Il calcio e una comunità in lutto

Si chiamava Mattia Rizzetti, aveva 16 anni e stava semplicemente tornando a casa. Una cosa normale, una di quelle che si fanno centinaia di volte senza pensarci. Ma nella notte tra sabato 4 e domenica 5 aprile 2026, nella zona di Casal Monastero nel IV Municipio Tiburtino di Roma, quella passeggiata si è trasformata in tragedia. Un’auto lo ha travolto mentre attraversava la strada. Mattia è morto all’ospedale Sant’Andrea poco dopo il ricovero. Avrebbe compiuto 17 anni quest’anno.

La notte di Pasqua, l’attraversamento e l’impatto

Era la notte di Pasqua quando Mattia stava rientrando a casa a piedi. Mentre attraversava la strada è stato investito da un’auto. L’impatto è stato violento e le condizioni del ragazzo sono apparse gravissime fin dai primi istanti. I soccorsi sono arrivati rapidamente e lo hanno trasportato d’urgenza al pronto soccorso del Sant’Andrea, uno degli ospedali di riferimento della zona nord-est di Roma. Ogni tentativo di salvargli la vita si è rivelato inutile.

L’investitore è un ragazzo di 19 anni, rimasto illeso nell’incidente. È stato sottoposto agli accertamenti di rito da parte delle autorità. Le indagini sono in corso per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e stabilire l’eventuale presenza di responsabilità penali.

Chi era Mattia: il ragazzo con il pallone tra i piedi

Mattia Rizzetti era un ragazzo di 16 anni con una passione che lo definiva: il calcio. Giocava nella ASD Tor Lupara, società con cui aveva condiviso tre anni nella categoria 2009. Tre anni di allenamenti, partite, spogliatoi e di quella complicità silenziosa che nasce solo quando si condivide un campo.

A dargli l’ultimo saluto pubblico è stato proprio il club, con un messaggio sulla pagina Facebook ufficiale che ha commosso chiunque lo abbia letto: “Avevi solo diciassette anni e un pallone sempre tra i piedi, come se fosse parte di te. Ci hai lasciato un vuoto incolmabile”. Il presidente Donato Olivieri, il vice presidente Gina Tattilo, tutta la dirigenza, gli istruttori e i tesserati si sono stretti attorno ai suoi genitori, papà Sergio e mamma Valentina. Parole semplici, sincere, che dicono tutto quello che le cronache faticano a raccontare.

Lutto in paese

La notizia si è diffusa rapidamente nel quartiere di Casal Monastero e nella comunità sportiva legata alla ASD Tor Lupara. Un dolore doppio, amplificato dalla data: perdere un figlio di 16 anni nella notte di Pasqua, mentre il mondo festeggiava, ha qualcosa di insopportabile che va oltre le parole.

Mattia viene ricordato da chi lo conosceva come un ragazzo solare, appassionato, con quel pallone sempre ai piedi come se non riuscisse a starne senza. Il tipo di ragazzo che illumina uno spogliatoio e che manca anche solo nelle piccole cose: un passaggio in allenamento, una risata prima del fischio d’inizio, la faccia soddisfatta dopo un gol. Tutto finito in una notte di Pasqua, su un incrocio di periferia, mentre tornava a casa.

Una tragedia che si ripete