Sorelle scomparse, spunta la lettera straziante

Francesco Meletti

14/06/2026

A una settimana dalla scomparsa di Sarah e Alisya Di Giacinto, le due sorelle di 12 e 16 anni allontanatesi dalla comunità educativa Ofh Hope di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila, non ci sono ancora notizie certe sul loro destino. Le ricerche proseguono senza sosta tra i boschi del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, nell’area del lago di Barrea e nelle zone circostanti la struttura che le ospitava, ma finora droni, unità cinofile e squadre di soccorso non hanno individuato tracce utili.

La Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori e ha disposto l’acquisizione dei telefoni cellulari delle due ragazze, rimasti nella comunità. Gli investigatori stanno analizzando messaggi, chat e contatti delle ultime settimane per ricostruire eventuali progetti di allontanamento o possibili contatti esterni. Al momento l’ipotesi prevalente resta quella di una fuga volontaria con l’aiuto di qualcuno, ma non viene esclusa nessuna pista, compresa quella di un eventuale rapimento.

Le lettere che raccontano il disagio delle due sorelle

Con il passare dei giorni emerge sempre più chiaramente il difficile contesto familiare vissuto dalle due adolescenti. Sarah e Alisya erano seguite dai servizi sociali da diversi anni e dal 2024 vivevano nella struttura protetta di Civitella Alfedena. La responsabilità genitoriale era stata inizialmente sospesa a entrambi i genitori dopo il divorzio, per poi essere restituita soltanto al padre, Stefano Di Giacinto.

Secondo quanto emerso, le due ragazze avrebbero manifestato forte disagio all’idea di tornare a vivere con il padre dopo il recente riavvicinamento disposto dai giudici. Alcune lettere e appunti scritti dalle sorelle mostrerebbero invece il desiderio di restare con la madre, Valentina D’Acunto, e la sofferenza legata alla permanenza nella casa famiglia.

In uno dei passaggi più toccanti, Alisya scriveva: «È brutto stare qui senza di voi», riferendosi alla madre e alla nonna. In un’altra lettera emergeva tutta la sua disperazione: «Cara mamma, sappi che ti ho voluto sempre bene. Senza di te non ce la faccio più».

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