Milano, operazione antiterrorismo islamista: un arresto

Francesco Meletti

08/08/2026

Un’operazione antiterrorismo condotta dalla Digos di Milano ha portato all’arresto di un ragazzo di 16 anni, italiano di origini straniere, residente in provincia di Como, con l’accusa di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale.

Il fermo durante le vacanze in Toscana

Il minorenne, incensurato e fino a quel momento mai emerso in contesti radicali, è stato rintracciato e arrestato in provincia di Grosseto, dove si trovava in vacanza con la propria famiglia. Le indagini sono state coordinate dalla Procura per i Minorenni di Milano e condotte dalla Sezione Antiterrorismo della Digos meneghina, in collaborazione con quella di Como e con il Servizio per il Contrasto all’Estremismo e al Terrorismo Esterno della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.

Dalla segnalazione dell’Aisi alla scoperta dei profili social

L’indagine ha preso il via da una segnalazione dell’Aisi, l’Agenzia informazioni e sicurezza interna, relativa a un utente attivo su una piattaforma di instant messaging, dove diffondeva contenuti di propaganda riconducibili allo Stato Islamico. I successivi accertamenti tecnici hanno permesso agli investigatori di risalire all’identità del giovane, individuando un profilo con chiari riferimenti al sedicente Califfato e diverse conversazioni in cui condivideva materiale di matrice jihadista, neonazista e antisemita.

Materiale sequestrato e ammissioni nelle chat

Tra il materiale sequestrato figurerebbero numerosi contenuti multimediali legati allo Stato Islamico, tradotti in diverse lingue, oltre a materiale audio e video di propaganda. Nelle conversazioni intercettate, il giovane avrebbe ammesso di aver fornito supporto alla produzione di contenuti propagandistici, arrivando a manifestare esplicitamente il proprio sostegno all’organizzazione terroristica.

Tra gli elementi raccolti dagli inquirenti figurerebbe anche un video, in lingua russa, riconducibile allo Stato Islamico, che gli investigatori non hanno reso pubblico nei dettagli per evidenti ragioni di sicurezza.

La misura cautelare e il coordinamento delle forze dell’ordine

Al termine degli accertamenti, per il 16enne è stata disposta una misura di custodia cautelare, eseguita direttamente nel luogo di villeggiatura del ragazzo. L’operazione conferma il costante lavoro di monitoraggio delle piattaforme online svolto dalle forze dell’ordine italiane per individuare per tempo i segnali di radicalizzazione, anche tra i più giovani.

Un fenomeno che continua a preoccupare le autorità

Il caso si inserisce in una serie di operazioni analoghe condotte negli ultimi mesi dalla Digos di Milano, a testimonianza di un fenomeno di radicalizzazione online che, secondo gli investigatori, riguarda sempre più spesso anche minorenni privi di precedenti penali e apparentemente lontani da contesti estremisti fino al momento dell’arresto.

Fonte: LaPresse, Ore12, Questura di Milano – Polizia di Stato