L’attesa è finita. Dopo mesi di indagini, udienze, testimonianze e confronti tra accusa e difesa, si avvicina il momento della verità per uno dei casi di cronaca nera più seguiti degli ultimi anni. La Corte d’Assise è chiamata a pronunciarsi sull’omicidio di Pierina Paganelli, la pensionata di 78 anni uccisa nel complesso residenziale di via del Ciclamino a Rimini.
La donna venne assassinata la sera del 3 ottobre 2023 mentre stava rientrando a casa dopo aver partecipato a un incontro dei Testimoni di Geova. Il suo corpo fu trovato nell’area interrata del condominio, tra garage e scale, con numerose ferite da arma da taglio. Un delitto che ha sconvolto la città e che per oltre due anni è rimasto al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria.
Il mistero del tablet acceso dopo il delitto
Tra gli elementi che hanno attirato maggiormente l’attenzione degli investigatori c’è il tablet che Pierina Paganelli portava con sé nella borsa la sera dell’omicidio. Durante il processo è emerso che il dispositivo si sarebbe attivato alcune ore dopo la morte della donna.
Secondo quanto ricostruito dagli accertamenti tecnici, alle 1.23 del 4 ottobre 2023 lo schermo del tablet si sarebbe acceso per alcuni secondi. Un dettaglio che continua a sollevare interrogativi su quanto accaduto nelle ore successive al delitto e che è stato più volte richiamato nel corso del dibattimento.
Al centro dell’inchiesta c’è Louis Dassilva, 35 anni, residente nello stesso stabile della vittima. Arrestato nel luglio 2024, l’uomo è accusato dalla Procura di essere il responsabile dell’omicidio. La difesa ha sempre respinto ogni contestazione, sostenendo l’assoluta estraneità dell’imputato ai fatti.
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