La nuova puntata di Quarta Repubblica ha riportato l’attenzione sul delitto di Garlasco e su uno dei passaggi più delicati della nuova fase investigativa: le dichiarazioni rese da Alberto Stasi al procuratore capo di Pavia Fabio Napoleone.
Il verbale risale al 20 maggio 2025 e riguarda l’interrogatorio dell’ex fidanzato di Chiara Poggi, condannato in via definitiva per l’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli. Nel corso dell’audizione, Stasi ha affrontato diversi aspetti della vicenda, soffermandosi su elementi che, a suo dire, non avrebbero mai trovato una spiegazione convincente.
Il muretto rotto e la cenere nel posacenere
Uno dei punti centrali riguarda il muretto di cinta dell’abitazione dei Poggi. Stasi ha spiegato che il punto in cui scavalcò il giorno del ritrovamento del corpo era già danneggiato. Secondo il suo racconto, il muretto risultava rotto prima del suo arrivo e questo particolare gli avrebbe sempre lasciato dubbi sulla possibilità che qualcuno potesse essere entrato o uscito dalla proprietà passando proprio da lì.
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Un altro elemento che continua a sollevare interrogativi riguarda la presenza di cenere nel posacenere della casa. Stasi ha ricordato che né lui né Chiara fumavano e che i genitori della ragazza erano assenti da diversi giorni. Un dettaglio che, a suo giudizio, rappresenterebbe una delle anomalie rimaste senza spiegazione.
Si tratta di circostanze che negli anni sono rimaste sullo sfondo della vicenda ma che tornano ora al centro dell’attenzione nell’ambito delle nuove verifiche investigative.
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