Un documento ufficiale, elaborato con il software TeamSystem utilizzato da milioni di aziende italiane, mette nero su bianco quello che molti si chiedevano da tempo: quanto guadagna Maurizio Landini, segretario generale della CGIL, il più grande sindacato italiano? La risposta è nella busta paga di gennaio 2026. Una cifra che, messa in fila con i numeri del colosso sindacale che Landini guida, apre domande a cui è difficile rispondere con una sola parola.
Quanto guadagna rispetto al lavoratore medio italiano
Per capire il peso reale di questi numeri, basta un confronto. Secondo le stime OCSE, un lavoratore dipendente italiano guadagna in media 1.800 euro lordi al mese. Landini ne guadagna oltre quattro volte tanto. Il netto medio italiano si aggira tra i 1.300 e i 1.500 euro: il segretario della CGIL porta a casa quasi il triplo. È lo stesso sindacato che da anni guida le battaglie per la riduzione delle disuguaglianze salariali e per l’introduzione di un salario minimo legale.
Va detto, per correttezza, che non si tratta di uno stipendio fuori scala per un ruolo apicale di questa portata. La stessa CGIL, nel 2015, aveva reso pubblico che l’allora segretaria Susanna Camusso guadagnava 3.850 euro netti al mese. Landini, dieci anni dopo, percepisce circa 300 euro netti in più. Il problema, semmai, non è tanto il singolo stipendio quanto il contesto finanziario complessivo in cui questi compensi maturano.
Il cedolino di gennaio 2026: tutte le voci
La busta paga è intestata alla Confederazione Generale Italiana del Lavoro, Corso d’Italia 25, Roma. Landini è registrato alla matricola 824, qualifica AS — Segreteria Confederale — con data di assunzione 1° maggio 2021 e livello 100. Il cedolino copre 26 giorni lavorativi per un totale di 165 ore mensili.
Il lordo mensile si compone di diverse voci: paga base 4.802,63 euro, indennità di mandato 1.531,92 euro, EDR contrattuale 10,33 euro, EDR art. 61 50,42 euro, indennità professionale 1.200,00 euro e una voce ad personam di 150,00 euro. La retribuzione giornaliera risultante è di 297,89 euro.
Sul lordo di 7.745 euro gravano trattenute significative: contributi sociali 755,92 euro, IRPEF netta 2.414,99 euro, rata addizionale regionale anno precedente 240,78 euro e addizionale comunale 49,51 euro. Il totale trattenute raggiunge 3.594,00 euro, lasciando un netto di 4.152,00 euro. A questo si aggiunge l’accantonamento mensile TFR di 342,40 euro e un contributo al fondo pensione complementare di 77,45 euro a carico del dipendente e 154,91 euro a carico della CGIL.
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La CGIL incassa quasi un miliardo l’anno: ma i bilanci dove sono?
Qui la questione si fa più complessa. La CGIL ha dichiarato di avere, nel 2024, 5.172.844 iscritti: 2.753.824 lavoratori attivi e 2.519.020 pensionati. Ogni lavoratore versa mensilmente circa l’1% della propria busta paga, compresa la tredicesima. Ogni pensionato versa in media lo 0,4% della pensione lorda. Vediamo tutti i dettagli nella prossima pagina.




