C’è un lato di Giuseppe Conte che raramente emerge nelle interviste politiche, nei dibattiti in tv, nei comizi del Movimento 5 Stelle. È il lato del padre. E al podcast One More Time di Luca Casadei, Conte lo ha mostrato in modo inaspettato e commovente, raccontando per la prima volta in modo così aperto quello che ha vissuto tra le mura di casa durante la pandemia — mentre fuori era il volto dell’Italia in emergenza.
Il doppio peso della pandemia: premier di giorno, padre sofferente di notte
Erano i mesi in cui Conte appariva ogni sera in televisione per aggiornare gli italiani sulle restrizioni, i decreti, le morti, le speranze. La sua faccia era ovunque. Ma quello che non si vedeva — e che lui ha tenuto strettamente privato per anni — era quello che accadeva a casa sua. Suo figlio Niccolò, in quegli stessi mesi, si era ammalato gravemente.
“Mio figlio Niccolò nel periodo, purtroppo, del Covid si è ammalato. Per due anni è stato in grandissima difficoltà. È rimasto addirittura a letto per quasi due anni”, ha raccontato Conte a Casadei. Un’immagine potente e silenziosa: l’uomo che ogni sera spiegava all’Italia come sopravvivere al virus tornava a casa e trovava un figlio immobile, sofferente, incapace di muoversi.
“Lo accompagnavo a scuola con la carrozzina”




