“Basta soldi ai giornali.” Iacchetti accusa, ma qualcuno gli ricorda… Lite social con Robby Giusti (VIDEO)

Francesco Meletti

06/05/2026

È esplosa una vera e propria lite social tra Enzo Iacchetti e Robby Giusti, accendendo un dibattito che va ben oltre il semplice botta e risposta tra due personaggi pubblici. Al centro della polemica, ancora una volta, ci sono i fondi pubblici e il loro utilizzo.

Tutto parte da un video diffuso sui social in cui Iacchetti rilancia con forza la sua posizione: stop ai finanziamenti pubblici ai giornali. Un attacco diretto e senza mezzi termini che ha rapidamente fatto il giro del web.

La replica di Robby Giusti: “Controlliamo le carte”

A raccogliere la sfida è stato Robby Giusti, creator e opinionista molto seguito, che ha deciso di approfondire la questione partendo da un principio semplice: quando si parla di soldi pubblici, è giusto verificare.

Nel suo primo video, Giusti solleva un dubbio preciso: se si è contrari ai fondi pubblici per l’editoria, lo stesso principio dovrebbe valere anche per cinema, teatro e spettacolo.

Da qui il riferimento a un documento ufficiale: la Relazione FUS 2014, relativa al Fondo Unico per lo Spettacolo. In quelle carte compare il film “La bambina, il pugile, il canguro”, diretto proprio da Iacchetti e prodotto da Nito Produzioni S.r.l., con un contributo pubblico indicato di 200.000 euro.

Un dato riportato anche da fonti di settore, che collocavano il progetto tra quelli finanziati dal Mibact per opere di interesse culturale.

Il punto chiarito da Giusti

Giusti ha più volte precisato un aspetto fondamentale: non ha mai sostenuto che quei soldi siano finiti direttamente nelle tasche di Iacchetti. Il nodo è un altro.

Secondo il creator, la questione riguarda il principio: un’opera legata al nome di Iacchetti risulta collegata, nelle carte pubbliche, a un finanziamento. E questo, sostiene, merita almeno una domanda.

La reazione di Iacchetti

La risposta del conduttore non si è fatta attendere. Secondo la ricostruzione di Giusti, Iacchetti avrebbe parlato di “qualche ignorante” che avrebbe tirato fuori la vicenda del film, ribadendo di non aver mai preso un soldo.

Non solo: Giusti sostiene di essere stato anche bloccato sui profili social del comico dopo aver sollevato la questione.

Il film mai realizzato

La vicenda si complica ulteriormente guardando al passato. In una dichiarazione del 2014, Iacchetti stesso spiegava che il progetto cinematografico tratto dal libro di Gian Antonio Stella non era riuscito a decollare per la mancanza di un produttore disposto a finanziarlo.

Un elemento che, secondo Giusti, cambia il piano della discussione: non si tratta di stabilire chi abbia incassato cosa, ma di capire cosa sarebbe successo se quel progetto fosse andato avanti.

Il vero nodo: i fondi pubblici

Il caso diventa così simbolico di una questione più ampia. Giusti difende la categoria dei giornalisti e dei quotidiani, pur riconoscendone i limiti, ma chiede coerenza.

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