“Amichettismo!” Guai per Schillaci al ministero. Ecco cosa stava facendo: “Beccato!”

Francesco Meletti

06/05/2026

Altro che nomine tranquille nei palazzi del potere. Al Ministero della Salute scoppia un caso che rischia di trasformarsi in un boomerang politico per il ministro Orazio Schillaci. E al centro della bufera finisce una scelta che, secondo molti osservatori, sa tanto di “amichettismo”.

Tutto ruota attorno alla figura di Marco Mattei, capo di gabinetto del ministero, indicato per un incarico alla Corte dei Conti. Una nomina che però si è arenata bruscamente, sollevando più di un interrogativo.

La bocciatura che fa rumore

A fermare tutto è stata proprio la Corte dei Conti. Secondo quanto emerso, i magistrati contabili hanno espresso forti perplessità sulla nomina, arrivando di fatto a bloccarla.

Una decisione che non è passata inosservata, perché riguarda una figura considerata molto vicina al ministro. Non un nome qualsiasi, ma un fedelissimo inserito in uno dei ruoli chiave del dicastero.

Il punto centrale? Il passaggio diretto da capo di gabinetto a un incarico nella magistratura contabile. Un percorso che ha fatto storcere il naso a più di qualcuno all’interno degli stessi ambienti istituzionali.

Il sospetto: “Sistema chiuso”

Il caso ha acceso i riflettori su un tema sempre delicato: quello delle nomine nei ruoli pubblici. In particolare, sulla possibilità che determinate cariche vengano assegnate seguendo logiche di fiducia politica più che criteri strettamente tecnici.

Secondo indiscrezioni, all’interno della Corte dei Conti ci sarebbe stata una vera e propria levata di scudi contro l’operazione, segno di un malcontento diffuso tra i magistrati contabili. 

Il rischio, denunciano alcuni osservatori, è quello di creare un circuito chiuso in cui incarichi delicati finiscono sempre nelle mani di figure già interne a determinati ambienti politici o amministrativi.

Schillaci nella bufera

La vicenda inevitabilmente coinvolge il ministro Schillaci, che si trova ora al centro di una polemica politica destinata a crescere. La scelta di puntare su una figura così vicina a lui viene letta da alcuni come un tentativo di rafforzare il proprio controllo su snodi strategici.

Da qui le accuse, sempre più esplicite, di “amichettismo”, un termine che torna ciclicamente nel dibattito pubblico ogni volta che emergono casi simili.

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